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Courmayeur: gli ex amministratori della Giunta Blua provano a trascinare nel pantano del «caso MBE» anche la Giunta Derriard

Courmayeur: gli ex amministratori della Giunta Blua provano a trascinare nel pantano del «caso MBE» anche la Giunta Derriard

Nell'udienza fiume di oggi in Corte dei Conti chiesta dalle difese l'integrazione del contraddittorio; il procuratore Chiarenza contesta loro 1,2 milioni di euro: «Votate dal Consiglio delibere che soltanto a guardarle ci si mette a ridere»

Homo homini lupus, ovvero la lotta di tutti contro tutti. E’ quanto avvenuto oggi – giovedì 18 dicembre – nel corso dell’udienza fiume, iniziata alle 10.15 e terminata alle 16.30, durante la quale il procuratore regionale della Corte dei Conti, Claudio Chiarenza, ha contestato un danno erariale di 1.204.570 euro a dodici tra ex amministratori comunali di Courmayeur in carica nella legislatura 2002-2007 (l’ex primo cittadino Romano Blua, l’ex vice sindaco Ennio Mochet, l’ex segretaria comunale Anna Longis e gli ex consiglieri Teodoro Argese, Alessia Di Addario, Mario Esposito, Sandra Pasi, Mario Ravello, Francesco Caligiana e Gaetano Castelnuovo) e gli amministratori della società mista Mont Blanc Energie Srl posta in liquidazione nel 2010 (l’amministratore delegato Valter Zucca e il consigliere Roberto Milliery).
Homo homini lupus, dicevamo, perché – in sede di arringhe difensive – pressoché tutti i legali hanno avanzato la richiesta al collegio (presieduto dal giudice Paolo Cominelli) di integrare il contraddittorio inserendo nel giudizio di responsabilità anche gli amministratori comunali eletti dopo la Giunta Blua, ovvero quella con sindaco Fabrizia Derriard.
Un’udienza, quella odierna, che non ha fatto mancare momenti di ficcanti affondi da parte del procuratore regionale Claudio Chiarenza, che riferendosi alle due delibere adottate a maggioranza dal Consiglio comunale di Courmayeur nella seduta del 13 dicembre 2005, la numero 81 (‘Preliminare di accordo societario Comune di Courmayeur e CVE Srl: approvazione’) e la numero 82 (‘Mont Blanc Energie Srl: approvazione statuto’), è sbottato: «Si sono votati due provvedimenti che soltanto a guardarli i consiglieri si sarebbero dovuti mettere a ridere per la loro palese illegittimità, altro che votarli».
Una frase, quella del procuratore, a cui l’avvocato difensore di alcuni ex amministratori pubblici (tra cui l’ex sindaco Romano Blua), l’avvocato Giovanni Gerbi del foro di Genova, ha replicato per le rime: «Parlando così tanto (il procuratore Chiarenza ha effettuato una requisitoria di 3 ore e mezza, ndr) la Procura ha dimostrato di essere in difficoltà».
La vicenda è legata al progetto da 30 milioni di euro – mai concretizzatosi – di realizzazione di un’unica centrale idroelettrica gemellata sulle dore di Veny e Ferret, operazione per il raggiungimento della quale il 13 dicembre 2005 l’allora Consiglio comunale di Courmayeur adottò due delibere poi giudicate illegittime sia dal Tar della Valle d’Aosta che dal Consiglio di Stato.
Secondo la Procura la «colpa grave dei convenuti» è quindi ravvisabile proprio nel fatto che questo progetto – «palesemente irrealizzabile perché fondato sulla costituzione di una società mista illegittima» – «ha continuato per anni a drenare soldi pubblici».
La sentenza del collegio è attesa tra un paio di mesi.
Nella foto Valter Zucca, amministratore della Mont Blanc Energie Srl ora in liquidazione, questa mattina a colloquio con un suo legale.
Tutti i retroscena della vicenda – e dell’udienza di oggi – sul numero di Gazzetta Matin in edicola lunedì 22 dicembre 2014.
(pa.ba.)

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