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Una vita da social, workshop nelle scuole per un internet migliore

La Polizia postale e delle telecomunicazione promuove oggi un incontro di approfondimento tra oltre 60 mila studenti per insegnare ai ragazzi a sfruttare le potenzialità del web senza rischi

La Polizia postale e delle telecomunicazione promuove oggi un incontro di approfondimento tra oltre 60 mila studenti per insegnare ai ragazzi a sfruttare le potenzialità del web senza rischi

Navigare in rete in piena sicurezza si può e si deve fare. Con questo obiettivo è nata l’iniziativa promossa da polizia di Stato, ministero dell’istruzione e il garante per l’infanzia e l’adolescenza che hanno organizzato per oggi, martedì 10 febbraio, il progetto “Una vita da sociale”, workshop in contemporanea nelle scuole di oltre 100 capoluoghi di provincia italiani coinvolgendo circa 60 mila studenti.
Per la Valle d’Aosta la polizia postale sarà impegnata in un’attività nella scuola secondaria dell’Istituzione Scolastica Monte Emilius 3.
L’obiettivo delle attività di formazione è insegnare ai ragazzi a sfruttare le potenzialità comunicative del web e delle community online senza correre rischi connessi all’adescamento, cyberbullismo, alla violazione della privacy altrui e propria, al caricamento di contenuti inappropriati, alla violazione del copyright e all’adozione di comportamenti scorretti o pericolosi per sé o per gli altri.
“Nel 2014 sono state 330 le denunce per reati che vanno dall’adescamento on-line alle minacce, ingiurie o molestie perpetrate ai danni di minori e riconducibili al più ampio fenomeno del cyberbullismo. 27 sono state le perquisizioni effettuate, 2 gli arresti per pedofilia online e 380 i siti internet monitorati – dichiara Paola Capozzi dirigente del compartimento della polizia postale e delle comunicazioni del Piemonte/ Valle d’Aosta -. Prevenzione e formazione sono gli strumenti più efficaci di cui disponiamo per far sì che i giovani imparino a navigare in maniera responsabile e per aiutare, allo stesso tempo, i genitori a conoscere i mezzi di cui disporre per proteggere i figli dai pericoli del web».
(re.newsvda.it)

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