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Inchiesta ospedale: qui pro quo sulle intercettazioni, ecco perché non ci fu turbativa d’asta

Inchiesta ospedale: qui pro quo sulle intercettazioni, ecco perché non ci fu turbativa d’asta

In attesa del deposito delle motivazioni della sentenza, trapelano le ragioni dell'assoluzione degli imputati «perché il fatto non sussiste» nel terzo filone d'indagine

Scadono in questi giorni i termini per il deposito delle motivazioni della sentenza ‘Usque Tandem’ sulle modalità di acquisto del parcheggio pluripiano e di affidamento dei servizi di ingegneria e architettura per l’ampliamento a est dell’ospedale Umberto Parini di Aosta, col gup Giuseppe Colazingari che – nell’udienza del 24 novembre scorso – assolse a vario titolo «perché il fatto non sussiste» o «perché il fatto non costituisce reato» tutti e sette gli imputati nel processo con rito abbreviato.
Tre i filoni d’inchiesta racchiusi nel medesimo fascicolo, tra cui quello relativo al concorso nella turbativa d’asta legata all’assegnazione al raggruppamento capeggiato dalla CSPE Srl di Firenze dei servizi di ingegneria e architettura da 6,3 milioni di euro per l’ampliamento a est dell’ospedale Umberto Parini di Aosta, in riferimento al quale – in attesa del deposito delle motivazioni della sentenza – è trapelato come non ci fu turbativa d’asta per un qui pro quo nella datazione delle intercettazioni portate in aula come prova indiziaria.
Maggiori dettagli sul numero di Gazzetta Matin in edicola lunedì 23 febbraio 2015.
(pa.ba.)

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