Aosta: Alpe contro il regolamento delle aree verdi; «burocrazia ossessiva che uccide la democrazia»
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di news il
19/03/2015

Aosta: Alpe contro il regolamento delle aree verdi; «burocrazia ossessiva che uccide la democrazia»

Cosa ci fanno i consiglieri di Alpe Paolo Fedi, Loris Sartore e Mario Vietti con gilet catarifrangente arancione, rastrello, innaffiatoio e vasetti di primule colorate?
E’ andata in scena intorno alle 17 di oggi, giovedì 19 marzo, la singolare protesta dei consiglieri di Alpe contro il regolamento per l’adozione di aree verdi pubbliche.
«L’aiuola di cui ci prendiamo cura è la dimostrazione che per fare cose ben fatte bastano volontà e buonsenso – spiega il consigliere Paolo Fedi che insieme ai colleghi ha rastrellato il praticello raccogliendo immondizie, residui di plastica e ramaglie e ha poi scavato piccoli solchi per piantare le primule colorate. La burocrazia ossessiva è la morte della burocrazia; ci chiediamo perchè è obbligatorio essere così maniacalmente burocratici».
Il riferimento è al regolamento per l’adozione di aree verdi pubbliche; per ragioni di cassa, già dal luglio 2013, l’amministrazione comunale inizia «a tagliare sugli appalti per le aree verdi pubbliche, ovviando alle pessime condizioni di alcune aree verde con i lavori di utilità sociale o con qualche mini appalto» – commentano i consiglieri di Alpe. Quattro mesi dopo, la proposta di Alpe di sollecitare forme di cittadinanza attiva, coinvolgendo associazioni e cittadini, disponibili a piccole corvée organizzate. Iniziativa accolta, qualche incontro poi lo stallo che porta il gruppo Alpe a presentare una interrogazione in consiglio comunale; nel mese di settembre 2014 si riunisce la Commissione nella quale il vice sindaco Alberto Follien presenta una bozza di regolamento.
«Un regolamento farraginoso che scoraggerebbe chiunque a impiegare parte del proprio tempo libero in un’attività di cittadinanza attiva; si parla di responsabilità, leggi di riferimento, rischi dei volontari indicati come ‘datori di lavoro’, per non parlare del fatto di usare attrezzature proprie e dell’esplicitazione ossessiva delle responsabilità».
La prova? Anche le associazioni di quartiere, vigili volontari, team Dora, gruppo Ana, hanno disertato l’incontro in commissione perchè messi di fronte a un regolamento già definitivo e non chiamati a partecipare alla sua stesura.
A dimostrazione del fatto che altre soluzioni sono possibili, probabilmente senza essere così maniacalmente burocratici, i consiglieri di Alpe hanno portato a esempio il comune di Bologna che ha stretto con i suoi residenti un ‘patto di collaborazione’.
Nella foto, i consiglieri Fedi, Sartore e Vietti al lavoro sull’aiuola di via Trottechien, accanto al teatro Splendor; con loro anche il consigliere Carlo Curtaz con il drappo di Alpe.
(cinzia timpano)

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