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Difensore civico: «Obblighi fiscali complicati, da me vengono cittadini per capire come pagare le tasse»

Difensore civico: «Obblighi fiscali complicati, da me vengono cittadini per capire come pagare le tasse»

Lo ha reso noto il difensore civico regionale nella relazione sull'attività 2014: i casi trattati sono stati 524, il 3% in più rispetto al 2013; il monito: «Purtroppo ci sono più oneri per i cittadini, meno welfare a loro disposizione»

Sono stati 524 i casi trattati dall’Ufficio del difensore civico nel corso dell’anno 2014, di cui 476 definiti. Più nel dettaglio, il confronto con i dati 2013 rivela un incremento delle casistiche trattate, quantificabile attorno al 3%, mentre per quanto riguarda i nuovi casi – istruiti nel 2014 – l’incremento rispetto al 2013 si è attestato attorno al 5%.
«L’incremento rilevato del numero complessivo dei casi trattati – ha spiegato il difensore civico regionale Enrico Formento Dojot – quest’anno concerne in particolare il settore dell’ordinamento (169 casi), a carattere trasversale, nell’ambito del quale si ricomprendono la circolazione stradale (19 casi), le sanzioni amministrative (11) e i tributi (9), seguito da quello del territorio (80) e da quello dell’organizzazione (59), segnatamente in ordine al rapporto di lavoro alle dipendenze dell’ente pubblico (52)».
Incremento delle casistiche trattate anche nel settore dell’assistenza sociale, con i casi passati dai 99 del 2013 ai 108 del 2014.
A tal proposito, «il cittadino si trova a essere soggetto passivo di un onere tributario sempre maggiore e, insieme, di una contrazione delle risorse afferenti al welfare state, che ne comportano un progressivo impoverimento; impoverimento che, necessariamente, produce la contrazione dei consumi e della produzione e, quindi, la stagnazione o, peggio, la regressione dell’intera economia nazionale, determinando nella comunità un diffuso tasso di incertezza», si legge nelle conclusioni della relazione del difensore civico, a cui in Valle vi hanno aderito ormai tutte e otte le comunità montane e 72 comuni su 74 (all’appello mancano soltanto Courmayeur e Oyace), che aggiunge: «Il paradosso è che da me vengono cittadini che non mi chiedono come non pagare le tasse, bensì mi chiedono come poterle pagare, a testimonianza di come le istituzioni non sempre mettono in condizione il cittadino di adempiere regolarmente ai propri obblighi fiscali. Mi viene in mente la Tari, per esempio, il cui calcolo e la cui regolazione non sono immediati nemmeno per gli addetti ai lavori».
Il difensore civico, figura concepita per provvedere a una «deflazione del contenzioso» tra istituzioni e cittadinanza, ha quindi auspicato «che la ripresa economico-finanziaria passi per una maggiore occupazione, di modo che un conseguente aumento dei redditi possa in qualche modo fare ripartire l’intero sistema», col dottor Enrico Formento Dojot che ha concluso: «Per la prima volta le istanze dei cittadini hanno riguardato in primis gli enti locali convenzionati, destinatari di 220 casi (196 nei confronti dei comuni e 24 a carico delle comunità montane), seguiti dalla Regione con 143 istruttorie».
(pa.ba.)

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