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Morte Hosquet, la perizia scagiona i tre indagati per la valanga di Cheneil

Morte Hosquet, la perizia scagiona i tre indagati per la valanga di Cheneil

Nell'ambito del fascicolo per omicidio colposo aperto a seguito del decesso della guida alpina di Antey, avvenuto il 6 febbraio 2014 nella Valtournenche; il legale della famiglia: «Queste conclusioni le contrasteremo davanti al gip»

«Tutti colpevoli, nessuno colpevole. Non riteniamo accettabili queste conclusioni, motivo per cui le contrasteremo nell’udienza del 29 aprile davanti al gip Maurizio D’Abrusco». Questa la dichiarazione – stringata – rilasciata dal legale della famiglia Hosquet, l’avvocato Manuela Ghillino, nel commentare le conclusioni a cui è giunta la perizia in incidente probatorio depositata qualche settimana fa nell’ambito del fascicolo per omicidio colposo aperto a seguito della morte – il 6 febbraio 2014 – della guida alpina trentenne di Antey-St-André, Simona Hosquet (FOTO), travolta da una valanga nel vallone di Cheneil, a Valtournenche, mentre stava accompagnando due suoi clienti in una discesa di éliski.
Secondo quanto appreso, la consulenza solleva da qualsiasi responsabilità gli attuali tre iscritti nel registro degli indagati, che al momento del distacco della valanga stavano effettuando dei rilievi nivometrici per conto dell’Aineva.
Maggiori dettagli sul numero di Gazzetta Matin in edicola lunedì 20 aprile 2015.
(pa.ba.)

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