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Schianto mortale a Sarre: «Ho la coscienza a posto, la moto non c’era quando mi sono immesso in statale»

Schianto mortale a Sarre: «Ho la coscienza a posto, la moto non c’era quando mi sono immesso in statale»

Parla il papà di Pietro De Fazio, il bimbo morto nell'incidente di domenica 17 maggio, nel quale ha perso la vita anche il centauro Ivan Soni; pronta la costituzione di un comitato cittadino, che denuncia: «Basta morti, vogliamo più sicurezza sotto casa»

Una sagoma che si è materializzata all’improvviso, in una frazione di secondo, quando ormai era troppo tardi per tutti. «Io ho la coscienza a posto, quando mi sono immesso nella statale c’era soltanto un’automobile in lontananza, tra quella vettura e la mia non c’era nessuno. Poi ho sentito lo schianto, una cosa indescrivibile».
Per la prima volta parla Marco De Fazio, il papà del piccolo Pietro, il bimbo di 20 mesi morto nel terribile incidente avvenuto poco dopo le 3 di domenica scorsa, 17 maggio, sulla strada statale 26 in frazione La Remise di Sarre, schianto nel quale ha perso la vita anche il centauro Ivan Soni, 23 anni di Introd.
Una tragedia, l’ennesima consumatasi lungo il tratto urbano della strada statale 26 che scorre a Sarre, che ha spinto alcune persone – residenti nello stesso complesso della famiglia De Fazio – a promuovere per dopodomani, mercoledì, all’Hôtel Etoile du Nord, un incontro pubblico per la costituzione di un comitato cittadino per una SS26 più sicura, secondo lo slogan «Basta morti, vogliamo più sicurezza sotto casa».
«Se questa iniziativa può evitare che capiti ad altri il disastro che ci ha colpiti, allora mi trovo perfettamente d’accordo con questa forma di mobilitazione», ha fatto sapere il papà del piccolo Pietro De Fazio.
Nella foto il punto dello schianto di domenica 17 maggio.
Maggiori dettagli sul numero di Gazzetta Matin in edicola lunedì 25 maggio 2015.
(pa.ba.)

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