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Migranti, M5S: «A Verrès sono elemento di tensione sociale, smistateli»

La richiesta in una risoluzione, respinta, presentata in Consiglio Valle da Alpe, Uvp e M5S; Raimondo Donzel, Pd: «non sono scatolette di tonno»

La richiesta in una risoluzione, respinta, presentata in Consiglio Valle da Alpe, Uvp e M5S; Raimondo Donzel, Pd: «non sono scatolette di tonno»

A puntare il dito contro l’assegnazione di ulteriori 50 migranti a Verrès sono le minoranze in Consiglio Valle – Alpe, Uvp, M5S – che sulla vicenda hanno presentato una risoluzione affinché «in tempi brevi si faccia uno smistamento verso altri Comuni in modo da valutare anche forme di accoglienza diffusa». Risoluzione respinta con l’astensione dalla maggioranza Union valdôtaine e Stella Alpina, con il Pd di rinforzo. Voce fuori dal coro Leonardo La Torre (Uv) che tuona: «sono contro l’accoglienza diffusa. I cittadini di Verrès hanno diritto di lamentarsi e io personalmente sono con i cittadini di Verrès. I cittadini italiani hanno il diritto che vengano rispettate legalità e sicurezza». Non ha partecipato al voto la consigliera unionista Marilena Péaquin che ha «rivendicato una sua posizione sulla questione». Péaquin aveva manifestato il disagio per l’arrivo dei profughi.
A spiegare le ragioni dell’astensione il vicepresidente della Regione Aurelio Marguerettaz: «questa risoluzione da un lato ha il pregio di consentire al Consiglio di approfondire un argomento che può essere terra di speculazione, di demagogia, di allarmismo ma anche terreno per rassicurare la comunità valdostana. E’ una soluzione, quella di Verrès, di emergenza, non è defnitiva, già in queste ore si sta lavorando per migliorare la situazione al di là del bando in scadenza il 22 giugno che darà strumenti e soluzioni rispetto a quello che è il tema dei profughi. E’ un argomento che non può essere banalizzato, c’è una necessità assoluta di avere presidi per gestire queste situazioni. Non sono turisti che possiamo smistare uno per comune, ci sono problemi di ordine giuridico, di lingua. Non è un dispetto che viene fatto alla comunità Verrès. Rispetto a una emergenza non c’è stata improvvisazione, non ci sono rischi».
A spiegare le ragioni dell’iniziativa il capogruppo del M5S Stefano Ferrero (contestato da Raimondo Donzel (Pd) che ironizza: «il collega è forse passato alla Lega Nord»): «Verrès è invasa da 74 migranti che, rispetto a 2.600 abitanti, rappresentano un 3% di persone proiettato nella comunità, un 3% che non lavora ma vaga nelle vie, nei giardinetti senza che tanti controlli medici siano stati fatti. Capite bene la preoccupazione di Verrès. Che cosa ha fatto di male il Comune? Perché i migranti sono finiti all’ostello della società Ciaparat?. E’ un elemento di tensione sociale che può portare a fatti di intolleranza. Bisogna intervenire subito per non innescare una guerra tra poveri». «E’ un problema da non sottovalutare e da risolvere in modo da non lasciare i nostri concittadini nel dubblio con la spada di Damocle di nuovi arrivi». Così Nello Fabbri ( Uvp) a rafforzare la richiesta. Sulla stessa lunghezza d’onda Patrizia Morelli (Alpe): «Non è mai stato calcolato l’impatto dei migranti sulle nostre comunità. La questione è stata presa alla leggera. Ci troviamo ora a confrontarci con l’emergenza».
Per Jean-Pierre Guichardaz (Pd-Sinistra VdA): «il razzismo, quello vero, non si combatte smistando i migranti ma vigilando sulle modalità e sul rispetto di alcuni protocolli fissati dal ministero dell’Interno e dall’Unione europea. Bisogna creare sensibilità attorno a questo problema. I richiedenti asilo non possono lavorare per i primi sei mesi e la gente dovrebbe saperlo e sulle forme di lavoro bisognerebbe ragionare. Bisogna affidarsi al terzo settore che sta cercando locali e formatori».
(danila chenal)

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