Nuova Università: cantiere del I lotto in ritardo, «scavi soltanto al 10% del totale»
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di news il
13/07/2015

Nuova Università: cantiere del I lotto in ritardo, «scavi soltanto al 10% del totale»

Tempistiche che si allungano e costi in aumento (al momento impossibile sapere con esattezza il quantum). E’ quanto si sta profilando nell’ambito dei lavori del primo lotto del polo universitario della Valle d’Aosta, intervento da 30.628.611 euro (al netto del ribasso d’asta) che, a poco più di quattro mesi dall’inizio dei lavori, consegnati ufficialmente il 7 novembre 2014 ma fermati appena una settimana dopo a causa di un ricorso al Tar dell’attuale direzione lavori, ha visto portati alla luce ritrovamenti archeologici di epoca romana e cristiana «più numerosi e più importanti rispetto a quanto preventivato a livello progettuale», spiega il legale rappresentante della capogruppo Vico, Ezio Colliard.
Ed è cosi che «siamo all’incirca al 10% del totale per quanto riguarda l’opera di scavo, che da cronoprogramma avremmo dovuto completare entro fine luglio».
Un ritardo, con conseguente trattativa con la società di scopo Nuv Srl e la direzione lavori «per vederci riconosciuto un maggior compenso relativo agli oneri aggiuntivi che stiamo affrontando», in qualche modo legato all’estensione su tutti i 7.000 metri quadrati dell’area degli scavi archeologicamente assistiti, «non più soltanto nelle tre aree delimitate previste dalle tavole progettuali», fa notare Colliard.
In riferimento alla situazione, il dirigente al patrimonio archeologico della Sovrintendenza ai beni culturali della Regione, Gaetano De Gattis, sostiene: «Al momento i ritrovamenti archeologici all’interno dell’area dell’ex caserma Testafochi stanno rispecchiando quanto da noi previsto. Confermo che gli scavi archeologicamente assistiti sono stati estesi a tutta l’impronta del polo, io il progetto non l’ho visto, a noi interessa soltanto la parte legata alla conservazione del patrimonio, gli aspetti contrattuali sono un’altra cosa».
Nella foto gli archeologi al lavoro nella sezione in cui sono state portate alla luce nelle ultime settimane diverse tombe di un cimitero militare del XVIII secolo.
Maggiori dettagli sul numero di Gazzetta Matin in edicola lunedì 13 luglio 2015.
(pa.ba.)

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