POLITICA & ECONOMIA
di news il
08/10/2015

Confindustria: battuta d’arresto per l’economia valdostana

«I dati mostrano una piccola battuta d’arresto per l’economia della nostra Regione». Non usa mezzi termini il presidente di Confindustria Valle d’Aosta, Paolo Giachino, nel commentare l’indagine previsionale relativa al quarto trimestre, diffusa dal centro studi dell’organizzazione. «Forse nel nel tessuto imprenditoriale valdostano ci sono ancora le preoccupazioni per la fragilità delle ripresa in atto; speriamo che le buone notizie che arrivano a livello nazionale sappiano influenzare anche le prospettive dell’imprenditoria valdostana». Insomma, ancora una volta la nostra regione appare in controtendenza rispetto ai dati nazionali, con le aspettative degli imprenditori valdostani risultano meno ottimistiche rispetto allo scorso trimestre, complice il rallentamento sul fronte della produzione: gli ordini calano sia in generale che per quanto concerne le esportazioni. Infatti, aumentano le imprese che ritengono il carnet ordini sufficiente a coprire meno di un mese della capacità produttiva, passando da un 26,32% al 45,45%; di conseguenza diminuiscono aziende che hanno certezze in merito a periodi più lunghi (da uno a tre mesi, dal 36,84% al 22,73%). Aumenta (dal 58.82% al 65.83%) il dato relativo al grado medio di utilizzo degli impianti, con sofferenza solo per le industrie del settore alimentare, ma il 30% di aziende con un utilizzo superiore all’80%. Rallenta il dato degli investimenti programmati: la quota di imprenditori che non prevede di realizzarne si attesta al 90%. Qualcosa si muove in materia di incassi, con il 38% (contro il 36%) degli investitori che trova i pagamenti in linea con i tempi pattuiti. Le previsioni di crescita dell’economia, però, sono più deboli e lente del previsto, con la produzione che mostra un quadro in chiaroscuro, fatto da un calo delle industrie alimentari e un tenuta del terziario. Gli ordini per l’esportazione sono in netta discesa, con l’edilizia che continua a manifestare una certa sofferenza. Il 50% degli intervistati, però, dichiara volumi di export costanti. Il dato relativo agli investimenti è unanimemente negativo: 53% è la quota di imprenditori che dichiara di non prevedere alcun investimento, con segnali positivi solo da settore metalmeccanico e dell’energia. Dati negativi, infine, per l’occupazione: il 63% degli imprenditori prevede un dato costante, che però va letto alla luce del pensionamento di personale che non verrà sostituito. Infine, il 78% delle imprese dichiara che non farà uso della cassa integrazione contro l’81% di un anno fa.
(al.bi.)

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