POLITICA & ECONOMIA
di news il
04/11/2015

Regione: per reddito minimo garantito 1.400.000 euro per 2015

«Non sarà una misura perfetta ma intanto mette un primo punto fermo, dimostrando alla gente che la politica non è distante dai suoi problemi». Lo ha sottolineato la consigliera del Pd Carmela Fontana presentando il disegno di legge sul reddito minimo garantito – finanziato con 1.400.000 per il 2015 – che riguarderà non solo i disoccupati, ma anche i lavoratori autonomi in difficoltà e gli inoccupati. L’importo dell’assegno mensile sarà al massimo di 500 euro (6.000 euro in un anno). Sarà concesso per 12 mesi (eventualmente prorogabili). I beneficiari dovranno avere almeno 30 anni, essere cittadini italiani e anche residenti in Valle d’Aosta da tre anni. Sarà un Comitato tecnico a valutare e approvare le domande.
Nell’intervenire nel dibattito Patrizia Morelli di Alpe ha sottolineato: «più che una misura assistenziale avremmo preferito un contributo temporaneo per aiutare il reinserimento nel mondo del lavoro. E’ un documento che è stato messo sul piatto per il passaggio in maggioranza del Pd, non risponde efficacemente ai bisogni dei cittadini ma genera false speranze».
Nello Fabbri dell’Uvp ha evidenziato come «la proposta di legge fosse nata con l’obiettivo di poter incidere dando speranze di inclusioni maggiori di quanto questo documento prospetti. La legge va solo a sostenere il reddito ma non va oltre».
Per Roberto Cognetta del M5S «non ci sono abbastanza soldi, non si aiuteranno le persone che si vogliono, non conosciamo in quanti ricorreranno alla misura, abbiamo uffici impreparati ad accogliere una mole di domande. E’ un premio, consigliera Fontana, alla sua tenacia del presidente Rollandin». Per il capogruppo Stefano Ferrero «è una lotteria, un contributo a fondo perso una tantum di sostegno a chi? Lo vedremo. E’ assistenzialismo a tempo perso».
Pierluigi Marquis, capogruppo Stella Alpina: «E’ una misura temporanea che si rivolge ai disoccupati, agli inoccupati e i lavoratori autonomi. Mi auspico che non sia una misura tampone ma che innalzi l’occupabilità».
Per Jean-Pierre Guichardaz, capogruppo del Pd, «i requisiti possono essere opinabili ma è evidente che con le risorse limitate si sono dovute fare delle scelte. Il beneficiario con permesso di soggiorno stabile è comunque residente in Valle da cinque anni. Questa è la legge di tutti indipendentemente da chi la vota. Abbiamo creato uno strumento originale».
(d.c.)

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