Sommellerie: professionisti ‘a scuola’ di champagne
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24/01/2016

Sommellerie: professionisti ‘a scuola’ di champagne

Non lo Champagne, ma gli Champagne. Storia, aneddoti e degustazioni hanno caratterizzato una delle serate di aggiornamento dei sommelier valdostani. Dopo un approfondimento sulla birra lo scorso mese di dicembre con Teo Musso, venerdì 22 gennaio Moreno Rossin, presidente dell’AIS Valle d’Aosta, ha raccontato con passione la storia della bollicina francese famosa in tutto il mondo.
Parla l’esperto
«Lo Champagne non è un vino, è un mondo. Non possiamo parlare di questa bollicina senza tener conto della regione in cui viene coltivata la vite, del terreno, o della sua denominazione – racconta Moreno Rossin che aggiunge – per questo non parliamo dello Champagne, ma degli Champagne». Una storia che ha origini antiche, nella regione francese dello Champagne, in cui si è sempre ottenuto un vino fermo, acido e di bassa qualità, a causa del clima freddo. Ma nel 1500 inizia la fortuna di questa regione vinicola. Vista la vicinanza con Parigi, il vino prodotto diventò il vino delle feste, il vino di corte. Poi nel ‘600 il frate Dom Pérignon ha avuto l’intuizione di assemblare più vini. Ma, strano a dirsi, se oggi abbiamo Champagne di grande qualità dobbiamo ringraziare anche gli inglesi, che portando in patria il vino francese, fecero innescare una seconda fermentazione al vino, ottenendone uno leggermente pétillant. Il 1729 fu una data storica, perché nacque la prima Maison di Champagne di Nicolas Ruinart.
Una lavorazione lunga e complessa di uve di Pinot Nero, Pinot Meunier e Chardonnay. Ma, come hanno potuto constatare i sommelier, alcuni produttori scelgono di utilizzare alcuni vitigni in purezza, come Francis Orban che produce uno Champagne con il 100% di uve di Pinot Meunier, ottenendo prodotti di alta qualità.
L’AIS valdostana
«Sono anni che desideriamo organizzare serate di approfondimento come questa. Ci siamo riusciti – racconta con soddisfazione Alberto Levi, responsabile eventi dell’associazione – L’AIS Valle d’Aosta sta crescendo e i sommelier hanno sempre voglia e necessità di aggiornarsi. Abbiamo iniziato con le birre, abbiamo parlato di Champagne, il prossimo appuntamento, a febbraio, sarà dedicato al Porto».
Nella foto, da sinistra, Alberto Levi, Moreno Rossin, Graziano Renda, Nicola Abbrescia.
(cecilia lazzarotto)

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