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Furbetti cartellino: «Sbagliato aver buttato dipendente in mezzo a strada»

Furbetti cartellino: «Sbagliato aver buttato dipendente in mezzo a strada»

La difesa di Nevio Yeuillaz, il boscaiolo licenziato per le timbrature allegre, ha insistito sul fatto che «la pubblica amministrazione dovrebbe cercare di dare la possibilità di redimersi al proprio dipendente»; la sentenza attesa tra lunedì e martedì

Verrà depositata tra lunedì e martedì dal giudice del lavoro del Tribunale di Aosta, Eugenio Gramola, il dispositivo (con motivazione contestuale) relativo alla valutazione del ricorso presentato dall’istruttore boscaiolo Nevio Yeuillaz, 54 anni, licenziato al termine del procedimento disciplinare avviato dal Dipartimento personale e organizzazione della Regione a seguito dell’acquisizione dell’avviso di conclusione delle indagini preliminari legate a una truffa aggravata perpetrata a danno dell’amministrazione regionale da Yeuillaz e da altri due suoi colleghi attraverso «timbrature allegre» sul luogo di lavoro, nel magazzino di Verrès dell’Ufficio pianificazione forestale e selvicoltura.
La posizione della difesa
Nell’udienza di questa mattina il legale difensore di Yeuillaz, l’avvocato Giuseppe Gallenca di Torino, ha sollevato perplessità sia dal punto di vista della decorrenza dei termini del procedimento disciplinare, visto che «in Valle d’Aosta tutti sapevano, coordinatore Cristoforo Cugnod per primo, tranne i diretti interessati», sia dal punto di vista della struttura che si è occupata dell’istruttoria, considerato che «non si è mai parlato di ufficio dei procedimenti disciplinari pur essendoci stato un procedimento disciplinare in atto». Quindi, la difesa dell’ex vice sindaco di Perloz fino al mese di maggio del 2015, ha insistito sulla doppia sanzione comminata al suo assistito, che nel giugno 2015 – così come gli altri due suoi colleghi indagati – patteggiò la pena di 5 mesi e 10 giorni di reclusione oltre al pagamento di una multa di 400 euro in quanto in «13 occasioni gli era stato timbrato il cartellino e in un’altra lo timbrò a un collega». Già, perché secondo l’avvocato Gallenca «la pubblica amministrazione per prima dovrebbe cercare di dare la possibilità di redimersi al proprio dipendente, in questo caso lo si è invece sbattuto in mezzo alla strada».
La posizione della Regione
Dal canto suo, la Regione – rappresentata in udienza dagli avvocati Stefania Fanizzi e Federico Pastorino – ha sostenuto che «il provvedimento disciplinare è stato adottato autonomamente, senza aspettare l’esito del procedimento penale», in quanto «l’amministrazione si è unicamente attenuta all’applicazione della legge in vigore». E ancora: «Nell’incontro del 25 febbraio 2015 il contraddittorio è stato garantito, è stato semmai il ricorrente che ha inteso sottrarsi non presentandosi».
Fermo restando che sui fatti penalmente rilevanti dell’indagine della Forestale «nessuna contestazione è stata avanzata oggi dalla difesa», ha spiegato l’avvocato Pastorino, «occorre precisare che il licenziamento è scaturito dalla grave lesione del vincolo fiduciario, visto che nei 19 giorni monitorati sono state oltre una decina le occasioni in cui si sono verificate» timbrature allegre. «Di cosa stiamo parlando a questo punto? Dov’è il vincolo fiduciario?», ha aggiunto Pastorino, che ha concluso: «Vero è che fare il boscaiolo è forse una scelta di vita, ma si può operare alla “buona” fino a un certo punto. E’ nostra intenzione inoltrare apposita segnalazione alla Corte dei Conti affinché possa valutare l’eventuale sussistenza di un danno all’immagine dell’amministrazione pubblica da questa vicenda».
Nella foto l’ingresso del magazzino bucherons di Verrès.
(pa.ba.)

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