SPORT
di news il
05/02/2016

Non c’è (stato) Tor senza polemiche

E’ vero che siamo di fronte a una competizione – il Tor des Géants – giovane. I peccati di gioventù, pertanto, sono comprensibili. Nessuno probabilmente poteva pensare che questa gara potesse raggiungere una notorietà così importante, e forse proprio per questo c’è voluto un po’ di tempo per rendersi conto delle sue potenzialità.
Non c’è stato Tor senza polemiche. Polemiche del tutto valdostane, però. Prima, la polemica tra Cesare Clap e Abele Blanc. Poi la tragedia del 2013 con la morte del cinese Yuan Yang, seguita dalla discussione sugli atleti, perlopiù valdostani, accompagnati lungo il percorso e assistiti, fino alle più recenti polemiche per l’esclusione (2014) di Francesca Canepa per aver saltato un posto di controllo e lo stop della gara (2015) a causa delle cattive condizioni atmosferiche. Anno dopo anno polemiche e discussioni, tutte più o meno rimaste all’interno dei confini regionali, proprio dove la litigiosità da sempre è alle stelle per qualsiasi cosa. Sarà che il problema è che ci conosciamo tutti e ci pestiamo i piedi l’uno con l’altro? Può darsi.
Sta di fatto che il braccio di ferro tra i VdA Trailers e la Regione, dopo che questa aveva deliberato che l’unica società che poteva organizzare il Tor era proprio quella della presidente Alessandra Nicoletti, fa storcere il naso ai più. La decisione dell’amministrazione regionale di organizzare il Tor parallelo è choccante. Il pubblico non dovrebbe mai – e dico mai – cercare di prevaricare sul privato. E’ vero, ci sono diverse cose da migliorare nell’organizzazione del Tor des Géants, soprattutto per quanto riguarda il discorso sicurezza, però arrivare a questo è delirante.
E’ necessario trovare un accordo e non cercare di impedire a chi ha organizzato fino a oggi la competizione di proseguire nel suo percorso.
Se un accordo in extremis non sarà trovato, la Regione sostituirà VdA Trailers con una società di servizi ad hoc (tipo Expo VdA): qualche personaggio da far sedere su nuove poltrone. In qualche modo, un costo inutile per i cittadini.

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