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Lavoro: bene Pil ma cala occupazione

Lavoro: bene Pil ma cala occupazione

La Cigl Valle d'Aosta punta il dito contro l'utilizzo dei voucher

Il Pil pro capite in Valle d’Aosta è migliore rispetto a molte altre regioni, ma l’occupazione è in calo.

E’ quanto evidenzia la Cigl regionale con il focus sul mercato del lavoro presentato questa mattina nella sua sede di via Binel, ad Aosta. Gli occupati in Valle nel 2015 sono diminuiti dello 0,5% rispetto all’anno precednte. Impietoso il confronto con le regioni del Nord Ovest, dove si registra un +0,8%, stesso dato della media nazionale.

A conferma del sostanziale ristagno del mercato del lavoro, il tasso di occupazione in Valle è rimasto invariato rispetto al 2014, fermandosi al 66,2%, al pari del tasso di attività (rapporto tra forza lavoro e popolazione in età attiva), fermo al 72,8%.

Il trend negativo dell’occupazione è influenzato dall’andamento del lavoro autonomo, che segna un calo del 2,9% rispetto al 2014. Leggero segno più (+0,5%) per quanto riguarda l’occupazione femminile, con la disoccupazione che scende dall’8,9 all’8,1%. In flessione di 1,4 punti percentuali l’occupazione maschile.

Sia su scala nazionale che regionale aumenta l’occupazione a tempo parziale, con riduzione del tempo pieno pari al 2%. Rispetto al 2007 il part-time è aumentato del 40,7%.

La Cigl evidenzia come l’impatto dell’esonero contributivo in Valle d’Aosta sia maggiore rispetto al resto del Paese: sono state effettuate 3296 assunzioni con 2016 richieste di esonero e 997 trasformazioni di contratti a tempo determinato per una percentuale di esonero pari al 61,17%; In Trentino Alto Adige 57,79%, nel Nord Ovest 52,05% e media Paese 57,67%.

Fenomeno voucher

«Lo stesso presidente dell’Inps, Tito Boeri, ha messo in guardia dal rischio che i voucher possano diventare la nuova frontiera del lavoro precario», ricorda il segretario regionale Cigl Domenico Falcomatà.

Sull’utilizzo dei voucher (buoni da 10 euro lordi l’ora) la Valle d’Aosta è seconda solo alla Puglia. Si è passati da 141.364 voucher del 2013 a 297.421 del 2014 fino ai 459.640 del 2015, con un aumento 2014-2015 del 54,5%. «Stop allo sfruttamento dei lavoratori – tuona Antonio Fuggetta -, quella dei voucher è una schifezza».

Le imprese

I dati di Movimprese evidenziano come le imprese valdostane siano state duramente colpite dalla recessione. Dal 2007 la Valle d’Aosta ha visto la cancellazione di 1400 imprese, attestandosi alle 11.357 della fine del 2015. Il saldo tra imprese iscritte e cessate è stato di – 330. I settori maggiormente colpiti – 2001-2015 – sono quelli dell’agricoltura (-15,47%), delle costruzioni (-11,68%), della manifattura e del commercio (-8,68%); in leggero aumento il settore dei servizi di alloggio e ristorazione (+0,66%).

Gli occupati

Nella crescita dell’occupazione al femminile, da registrare il boom nel settore dell’agricoltura nel periodo 2011-2015(+17,95%), «dato probabilmente favorito dalle politiche di sostegno al lavoro femminile», spiega Katia Foletto. In flessione l’occupazione nelle costruzioni (-7,69% i maschi e -29,27% le femminie), mentre si regsitra il segno più nel commercio, alberghi e ristoranti (+2,61% i maschi e 8,82% le femmine). Viene così confermato il trend di terzializzazione dell’economia regionale.

Grave la situazione per quanto riguarda i giovani occupati tra i 15 e i 34 anni: nel periodo 2007-2015 il calo dell’occupazione è stato del 30,92%, 14,56% nel periodo 2011-2015; nel Nord Ovest 28,89% e 14,56%, nella provincia di Bolzano 14,06% e 8,37%; in quella di Trento 23,58% e 11,89%; la media italiana 29,30% e 14,95%.

Per la Cigl «c’è un precariato diffuso con la ripresa occupazionale che stenta perché manca progettualità».

(l.m.)

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