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Réunion sì, réunion no?

Réunion sì o réunion no tra Uv e Uvp? Affar loro. A patto, però, che se l’Uvp se entra in maggioranza di governo in Regione si torni alle urne. In due legislature ci sono altrettanti nuovi assetti. In quella precedente, la maggioranza aprì le porte al Pdl; in quella attuale, abbiamo assistito all’ingresso del Pd e adesso, probabilmente, a quello dell’Uvp. Ritengo non ci sia chiarezza nei confronti degli elettori e, pertanto, che sia necessario ritornare alle urne al più presto, non prima però di aver messo mano alla legeg elettorale. In pillole, sì alla Réunion – ripeto: è affar loro -, ma senza stravolgere quanto emerso dalle urne nel 2013. Come fare? Appoggio esterno all’attuale governo regionale da parte dell’Uvp in modo da fare le riforme necessarie, compresa quella elettorale (vedrei bene un ritorno al proporzionale, ma con sbarramento), e poi nuovamente al voto, perché i cittadini vanno rispettati. La politica ha tanto da farsi perdonare e per riacquistare credibilità non può – anche se all’insegna della necessità di fare le riforme – cambiare il volere dei valdostani. I cittadini hanno bisogno di chiarezza. Un primo punto potrebbe essere quello del numero dei consiglieri regionali. Una sforbiciata farebbe risparmiare un bel po’ di soldi e la rappresentatività sarebbe garantitata ugualmente. Dagli attuali 35, possono ridursi tranquillamente a 25, anche se temo che la linea comune dei partiti sia quella di scendere non sotto ai 29. Secondo aspetto quello del numero dei mandati: per me, due e poi ritorno al mestiere di sempre. Si eviterebbe la professionalizzazione delal politica. Terzo, quello delle preferenze: due, perché con quella singola penso che penalizzerebbero i giovani.

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