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Aosta: oltre 1 milione di avanzo va a finire alla Regione

Aosta: oltre 1 milione di avanzo va a finire alla Regione

Passa in commissione la variazione di bilancio che prevede, tra le altre cose, il versamento per i servizi sociosanitari. La minoranza protesta: «parere del revisore dei conti in ritardo»

Si è risolta con l’ormai immancabile querelle sulla «scarsa trasparenza» e le tempistiche con cui «la minoranza riceve i documenti, senza la possibilità di prepararsi» la quarta commissione consiliare di Aosta che, tra le altre cose, ha analizzato una variazione al bilancio di previsione 2016/2018 e l’applicazione dell’avanzo di amministrazione, con un’ingente parte (1,179 milioni) da dare alla Regione, che poi le ridistribuirà ai vari comuni per le spese socioassistenziali. E dire che di tematiche di interesse per “attaccare” la maggioranza ce n’erano in abbondanza, ma Nicoletta Spelgatti (Lega Nord, che poi ha anche abbandonato l’aula) ed Etienne Andrione (Gruppo misto di minoranza) hanno concentrato l’attenzione sulle questioni metodologiche e sulla «solita scarsa trasparenza delle tempistiche» con cui è stato presentato il parere del revisore dei conti Stefano Mazzocchi.

La variazione di bilancio

Ci pensa l’assessore al Bilancio, Carlo Marzi a illustrare una variazione di bilancio da dividere, come spiega bene, tra parte corrente e in conto capitale. «Nel consuntivo 2014 avevamo presentato un avanzo di amministrazione “cicciottello” – ricorda Marzi -, ma come avevamo anticipato, con l’applicazione del bilancio armonizzato e la riattestazione degli equilibri di bilancio, lo stesso è sceso a 1 milione 179 mila euro, con 7 milioni 252 mila euro di avanzo vincolato e 3.5 milioni di euro bloccati per il fondo crediti di dubbia esigibilità». Da questa situazione, la Giunta intende deliberare «un trasferimento di 70 mila euro ad APS per manutenzioni straordinarie del patrimonio Erp – illustra Marzi – e prevediamo di acquistare, per tramite di un fornitore che lo sta dismettendo, una nuova macchina rasaghiaccio per il palaghiaccio, visto che quella esistente è ormai obsoleta e comporta costi di gestione e di manutenzione straordinaria non più gestibili. Ricordo solo che una macchina così, nuova, costa da 170 mila euro in su. Inoltre, con l’avanzo vincolato e grazie alle vendite degli appartamenti Erp di questi mesi, stanzieremo 48 mila euro per coprire la nostra quota per l’installazione di un ascensore nelle case popolari, portata avanti da un privato».

Variazioni sulla parte corrente: 300 mila euro in più di multe

Sulla parte corrente, i trasferimenti saranno invece di 80 mila euro per «coprire sovraspese nei condomini del Quartiere Cogne di cui siamo proprietari – spiega ancora Marzi – e registriamo una maggiore entra di 300 mila euro dalle multe (41 mila euro sono da accontonare per il fondo crediti di dubbia esigibilità)».

1 milione 179 mila euro alla Regione

La parte più grossa della fetta, 1,179 milioni (che vanno ad aggiungersi ai 376 mila euro utilizzati per completare la parte dello stanziamento relativo al 2014), ossia l’avanzo di amministrazione attuale, finirà invece nelle casse regionali con l’amministrazione che provvederà poi «a ridistribuirle ai comuni per le spese legate ai servizi socioassistenziali» e che tante polemiche hanno creato negli altri comuni, pronti ad approvare le spese più disparate pur di diminuire il trasferimento per place Deffeyes.

La minoranza

Oltre alle rimostranze legate al ritardo nella presentazione del parere del revisore dei conti, la minoranza ha portato un solo appunto: «Non si riesce a capire come le sanzioni al codice per la strada passino da 0 nel 2015 a 2,1 milioni nel 2016, per poi avere ancora questo aumento di 266 mila euro – chiede lumi Nicoletta Spelgatti -; c’è qualcosa di non chiaro».«Semplicemente, in precedenza per quanto riguarda le multe si ragionava in termini di cassa, per cui si mettevano a bilancio solo le somme effettivamnte incassate – spiega Marzi -. Ora, con il passaggio al bilancio armonizzato, le stesse vanno calcolate per competenza, ossia inserendo ciò che si prevede di incassare nell’anno in corso; anche per questo si spiega la creazione del fondo per i crediti di dubbia esigibilità. E’ un passaggio in peggio, secondo me, ma bisogna adeguarsi».

(alessandro bianchet)

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