Enti locali: tegola sui comuni, devono uscire dalle società idroelettriche
POLITICA & ECONOMIA
di news il
18/11/2016

Enti locali: tegola sui comuni, devono uscire dalle società idroelettriche

Parere favorevole a maggioranza (astenuti i sindaci di Champorcher, Châtillon, La Salle e Torgnon), quello espresso questo pomeriggio dall’assemblea del Cpel in relazione al disegno di legge sulla formazione del bilancio regionale 2017 e alla Legge di Stabilità.Alla presenza del presidente della Regione, Augusto Rollandin, e dell’assessore al bilancio e finanze Ego Perron, i rappresentanti in seno al Cpel dei diversi enti locali valdostani hanno appreso che «le trattenute dello Stato sono passate da 245 a 217 milioni di euro», per un bilancio che si attesterà a un miliardo 72 milioni di euro e che poggerà su due punti cardine.«La crescita economica e l’attenzione al mantenimento del welfare e della qualità del sistema sanitario», ha affermato Perron, con Rollandin ad aggiungere: «Abbiamo mantenuto la certezza di possibilità operative per i comuni, prevedendo lo stesso stanziamento di 79 milioni di euro dello scorso anno. Inoltre abbiamo previsto 183 milioni per altri interventi di manutenzione su strade e di messa in sicurezza per frane e piccoli eventi calamitosi».Insomma, un bilancio che «permette ai comuni e ai cittadini di tornare a guardare al futuro con ottimismo», ha sintetizzato il presidente del Cpel, Franco Manes, nonostante sugli enti locali si siano abbattuti nel contempo gli effetti della cosiddetta ‘Legge Madia’, che impone alle amministrazioni comunali – entro il marzo 2017 – di uscire dalle società idroelettriche miste pubblico-privato, vendendo le quote a oggi detenute attraverso procedure a evidenza pubblica.Una vera e propria tegola, considerati gli introiti registrati negli anni da coloro che detengono partecipazioni in società di questo tipo, più o meno alti a seconda ovviamente dell’entità delle quote possedute, se è vero che «le amministrazioni pubbliche non possono, direttamente o indirettamente, costituire società aventi per oggetto attività di produzione di beni e servizi non strettamente necessarie per il perseguimento delle proprie finalità istituzionali, né acquisire o mantenere partecipazioni, anche di minoranza, in tali società», recita il testo di legge.«Non è una bella notizia ma è così», ha commentato laconico il presidente della Regione, Augusto Rollandin.(pa.ba.)

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