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Referendum, Andrea Rosset: sotto con la riforma dello Statuto

Referendum, Andrea Rosset: sotto con la riforma dello Statuto

Il presidente del Consiglio regionale della Valle d'Aosta guarda al dopo voto e richiama gli eletti affinché si arrivi a onorare le scadenze

«Mi auguro anche che il cammino iniziato con la creazione della Commissione speciale per le riforme istituzionali possa essere intrapreso: a prescindere dall’esito del referendum, abbiamo la necessità di attualizzare il nostro Statuto e di rilanciare la nostra Autonomia – lo dice il presidente del Consiglio Valle, Andrea Rosset all’indomani dall’esito del voto referendario -. Io credo che se la Commissione speciale sarà integrata da tutte le forze politiche presenti in Valle potrà essere un valido strumento per potersi confrontare, aprendo un dibattito proficuo e una sinergia tra politica e società civile. Ma dobbiamo esserne convinti tutti. Non è il nome che rende forte uno strumento: è il contenuto che vi inseriamo, come lo interpretiamo, come vogliamo farlo funzionare, con senso di responsabilità condivisa».

Referendum: anche in Valle grande partecipazione al voto

Per il presidente del Consiglio regionale, «la grande partecipazione al voto, anche in Valle d’Aosta, conferma come i cittadini abbiano voglia di partecipare attivamente al dibattito politico-istituzionale quando sono interpellati direttamente. Questo sta a significare interesse, passione ed espressione di una democrazia solida, ma impone anche una riflessione sul nostro sistema basato sulla democrazia rappresentativa: infatti, negli ultimi anni si è verificato un calo di partecipazione alle elezioni per i rappresentanti nelle istituzioni, mentre c’è stato un aumento di partecipazione alle consultazioni su temi cruciali per il futuro delle nostre comunità».

Dare voce e istanza alla popolazione

 

La grande partecipazione al voto dimostra che i cittadini hanno voluto nuovamente  far sentire la loro voce. Per Rosset il «compito degli eletti è quindi quello di lavorare per integrare partecipazione diretta e rappresentanza politica, perché i due livelli di espressione democratica non sono in contrapposizione, anzi devono tendere univocamente allo stesso risultato, ossia quello di dare voce alle istanze e al sentire della popolazione. E possiamo farlo solo attraverso un dialogo costante con il territorio e con la comunità. In Consiglio regionale, abbiamo gli strumenti per farlo: penso in particolare alle Commissioni consiliari che sono il vero luogo di incontro e di ascolto delle istanze dei cittadini».

Referendum o no, ci sono scadenze da onorare

L’esito del referendum, che ha suscitato reazioni politiche diverse per il presidenet del Consiglio regionale della Valle d’Aosta, Andrea Rosset «non deve però distoglierci dal nostro lavoro quotidiano e dai nostri impegni istituzionali: io mi auguro che, tutti insieme, in un percorso di valorizzazione della pluralità delle opinioni rappresentate in Consiglio – che sono poi l’elemento unificante che alimenta il terreno della democrazia -, si arrivi ad onorare le scadenze che ci aspettano entro la fine dell’anno, al fine di dare le giuste risposte alla comunità che rappresentiamo».

(lu.me.)

 

 

 

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