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Casinò: anche la Procura della Repubblica apre un’inchiesta

Casinò: anche la Procura della Repubblica apre un’inchiesta

Dopo l'indagine della Corte dei Conti delegata al Nucleo di Polizia tributaria della Guardia di Finanza, avviati approfondimenti anche su eventuali profili di natura penale sulla gestione della casa da gioco

Dopo la Procura regionale della Corte dei Conti, con relativa indagine delegata al Nucleo di Polizia tributaria della Guardia di Finanza, anche la Procura della Repubblica di Aosta ha avviato nelle settimane scorse un’inchiesta per approfondire eventuali profili di natura penale nell’ambito della gestione del Saint-Vincent Resort & Casinò.Da quanto appreso, l’iniziativa della Procura farebbe riferimento a un fascicolo all’interno del quale, però, non è dato al momento sapere se compaiano già iscritti nel registro degli indagati. Certo è che l’attività di indagine è già stata avviata, con un’acquisizione di documentazione – anche alla luce delle ultime audizioni avvenute nell’ambito della commissione competente del Consiglio Valle, la seconda ‘Affari generali’ – che dovrà ora essere analizzata nel dettaglio.Insomma, sulla casa da gioco valdostana anche la giudizia penale vuole vederci chiaro, dopo quella amministrativo-contabile, che ha focalizzato l’attenzione – in particolare – sulle modalità di concessione di tre mutui erogati alla società di gestione del Casinò nell’ambito del maxi piano di ristrutturazione e rilancio del complesso. Ovvero quello da 50 milioni di euro disposto nel luglio del 2012 per il tramite di CVA, la Compagnia Valdostana delle Acque, quello da 10 milioni di euro approvato nel settembre 2013 e quello da 20 milioni di euro, il cui via libera arrivò nel dicembre 2015 nonostante appena qualche mese prima Finaosta avesse classificato la società di gestione del Casinò di Saint-Vincent come «inadempienza probabile».Il secondo filone dell’attività di indagine delle Fiamme Gialle per conto della Corte dei Conti, verterebbe sulla questione relativa all’iscrizione a bilancio di imposte anticipate, nonostante la situazione economico-finanziaria dell’azienda sconsigliasse questo genere di operazione, promossa soltanto – almeno questa è l’impressione di fonti interne allo stesso Casinò – al fine di provare ad alleggerire un ‘rosso’ che altrimenti sarebbe stato ancora più profondo.Il terzo pilastro degli approfondimenti contabili, quindi, sarebbe utile all’analisi del capitolo della cosiddetta ‘retrocessione’ di risorse dalla società di gestione della casa da gioco alla Regione, che da una quota iniziale pari al 90%, di fatto oggi si è praticamente azzerata.(pa.ba.)

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