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Consiglio Aosta: nessun rimpasto, salta solo Caminiti

Consiglio Aosta: nessun rimpasto, salta solo Caminiti

La mozione del consigliere UV che chiedeva la ridistribuzione delle deleghe è bocciata, ma arrivano le dimissioni dalla presidenza della 3ª Commissione

Finisce con una sorta di boomerang la mozione “coerenza”, presentata dal consigliere UV Vincenzo Caminiti e tesa a chiedere chiarimenti sulle decisioni del sindaco (andare in regione rimanere sul suo scranno), ma soprattutto a chidere un rimpasto con tanto di redistribuzione delle deleghe in Giunta.

L’iniziativa, infatti, è stata respinta (19 contrari, 5 astenuti – M5S e Alpe, 4 favorevoli – Lega, Caminiti, Andrione), ma ha portato con sé le dimissioni dello stesso Caminiti dalla presidenza della terza commissione “Servizi alla persona”.

«Non la ritiro (come da richiesta del sindaco Centoz ndr.), perché sono contro le vendette e mi piacciono le cose chiare fatte subito e alla luce del sole. Tanto Marzi sa benissimo che la vendetta si ripresenterà più avanti» ha dichiarato Caminiti al termine di una discussione durata più di due ore. La mozione era arrivata in quanto Caminiti era rimasto «stupito dall’indecisione del sindaco quale strada intraprendere», ma sopratutto perché «non possiamo nascondere che ci siano cose che non funzionano. Per coerenza, io mi dimetto dalla presidenza della commissione, ma bisogna avere coraggio per dare rilancio ad Aosta. Carlo Marzi ha intrapreso un altro progetto politico? Bene, dovrebbe lasciare il posto in Giunta, anche perché sappiamo che nessuno lo manderà a casa, visto che non c’è nessuno in grado di sostituirlo».

Caminiti ha poi ribadito (contro Verducci) che «io non sono arrivato in Consiglio mano nella mano con la mamma, non ho padrini politici. I voti me li sono presi grazie al mio modo di fare e rimarrò nell’Uv finché mi sarà consentito».

Sindaco rafforzato?

Ne esce forse più rafforzato il sindaco Fulvio Centoz che «concede i 15 minuti di celebrità» a Caminiti, ma non arretra di un passo. «Come dichiarato, non ero indeciso nella scelta, ma ritengo giusto fare i dovuti passaggi – spiega -. Continuerò a fare il sindaco e non mi faccio dettare l’agenda da un singolo consigliere. Pur nelle difficoltà, confermo la fiducia agli assessori, con cui ho lavorato bene. Chiaro che gli accadimenti in Regione avranno ripercussioni, ma se ne parlerà nelle riunioni di maggioranza».

Minoranze tra due fuochi

Attaccano sindaco e Giunta, ma non risparmiano stilettate a Caminiti i consiglieri di minoranza, con Patrizia Pradelli che invita «per coerenza Caminiti a decidere se stare da una parte o dall’altra, perché se ci si lamenta del marito, o si va via o si fanno sforzi per collaborare», ma punge anche il primo cittadino: «Non è andata a palazzo perché lì non piaceva la vice sindaca»?

Etienne Andrione (gruppo misto di minoranza) riconosce il «coraggio» di Centoz, anche se lo «nasconde dietro le bugie. Se il PD, come dice, è l’unico ad avere il senso delle istituzioni, avendo come alleati un’accozzaglia di teppisti, dovrebbe prendere in mano la maggioranza e redistribuire le cariche».

Carola Carpinello (Altra VdA) si assenta dall’aula al momento del voto rilevando come «si porti avanti il gioco delle parti, a discapito della città. Mozione non può attecchire, visto che nessuno è in grado di sostituire Marzi al Bilancio». Andrea Manfrin (Lega) non le manda a dire, affermando che il sindaco ha «anteposto il suo partito ai cittadini; ma quando si hanno ruoli di governo, questo non si fa. Speravo in un suo passaggio in Regione, anche se per i nostri voti conviene che rimanga qui a fare disastri». E su Caminiti «do solo un consiglio: ritiri le dimissioni se l’intezione è quella di portare avanti un mandato in maniera differente dando voce a tutti».

Luca Lotto (M5S) parla invece di un sindaco «abilissimo nell’alzare la tensione, uscendone vincitore» ed elogia le «dimissioni di Caminiti» anche se sottolinea l’incongruenza del ruolo di «indipendente nelle file dell’UV».

Gianpaolo Fedi è «dispiaciuto delle dimissioni di Caminiti, perchè la libertà che abbiamo avuto nel portare avanti battaglie animate diventerà un ricordo».

La maggioranza “scarica” Caminiti

Tra i banchi della maggioranza il sostegno a sindaco e Giunta è “quasi” unanime, come unanime è invece la condanna a Caminiti. Sara Elena Dosio (gruppo misto di maggioranza) ricorda le motivazioni che hanno portato lei e Girasole alla scissione con Stella Alpina, ma sottolinea come «la coerenza ci porta a continuare l’impegno per far sì che il sindaco Fulvio Centoz possa proseguire l’esperienza alla guida città».

Pietro Verducci (PD) attacca invece Caminiti, dicendo che «la coerenza non sa bene dove sia. Se ritira le dimissioni da presidente, le darò io da commissario». Crea (PD) si limita a dare consigli a Caminiti: «quando si è in maggioranza si può dissentire, ma farlo sempre evidenzia un problema».

Delio Donzel (per ora ancora in Stella Alpina) esprime «la solidarietà e la fiducia nel sindaco» da parte di tutta la Giunta «che gioca dove dice l’allenatore, anche in panchina».

Cristina Galassi bacchetta Caminiti: «fa parte del suo show, dispiace, ma prenderemo le decisioni nelle sedi opportune. Il comune ha problemi più seri e, a differenza della Regione, dove si assiste a una guerra tra bande, è rimasto l’unica istituzione in cui poter dare risposte positive».

Antonino Malacrinò (PD) ritiene che «l’iniziativa andava ritirata, visto che il sindaco è stato chiaro fin da subito in maggioranza», ma che «le dimissioni di Caminiti sono obbligate, sono contento».

Luca Girasole (gruppo misto) parla di mozione trasformata in «boomerang», con il consigliere Caminiti che «porta avanti la coerenza in due scarpe». Il voto contrario è giustificato dalla «coerenza» pur condividendo «alcuni contenuti. Il sindaco è l’unico ad aver portato avanti le sue decisioni, mentre altri per coerenza avrebbero dovuto prendere provvedimenti: votando a favore, però, replicherei gli atteggiamenti di Stella Alpina». 

A chiuder ci pensa Carlo Marzi, tirato più volte in ballo: «I discorsi si fanno nelle sedi opportune; se dovessero arrivare vendette, di cui nessuno ha mai parlato, l’approdo in minoranza è scontato. Ma questa maggioranza sta lavorando bene e si comporta ancora per quel che è».

(alessandro bianchet)

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