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Montfleuri: «O il canone o le manutenzioni»

Montfleuri: «O il canone o le manutenzioni»

Il concessionario dell'impianto di calcio a 5 aostano alza l'asticella in commissione. Si va verso un prolungamento della gestione in attesa del bando a evidenza pubblica

Una proroga, presumibilmente fino alla fine della stagione sportiva 2017-2018, in attesa di approntare un bando a evidenza pubblica, per mettere in atto il project financing per l’intera area, inserito nel Bando periferie, «per il quale comunque i soldi arriveranno» come sottolinea l’assessore al Bilancio e allo Sport Carlo Marzi.

Si chiude così la riunione monotematica della prima commissione sulla gestione dell’area sportiva Montfleuri, che tanto per gradire vede l’assenza dei commissari di maggioranza Nicola Prettico e Pietro Verducci, ma conta sulla presenza dello storico gestore e attuale concessionario dell’area Gianluca Fea.

Le accuse: «No alla chiusura, si a un canone equo» 

La seduta è cominciata con il consigliere leghista Andrea Manfrin a ribadire le «incongruenze» presentate più volte in Consiglio, a cui ha aggiunto una «ricevuta fiscale del 2 maggio col numero 8; evidentemente poche per una struttura frequentata da centinaia di persone». L’attacco del Carroccio è proseguito sulle storie ormai note, che vanno dalla convenzione «che prevede la riconsegna degli impianti mantenuti in funzione, con eventuali carenze (come esistono attualmente) che dovranno essere controllate da periti», passando per il «mancato rispetto delle tariffe», «l’affitto irrisorio di 500 euro per una struttura di 3.250 metri quadrati» e la «subconcessione del ristorante non autorizzata». Manfrin aggiunge anche «la presenza di sei persone in affitto nell’alloggio del custode», accusando l’assessore Marzi di «voler tenere aperta la struttura ad ogni costo, invece di far rispettare gli accordi. E’ assurdo dare una proroga perché il gestore non fornisce tutta la documentazione di cui abbiamo bisogno; nessuno vuole chiudere la struttura, ma fare le cose per bene, nelle regole, con un affitto equo».

Il commissario del Carroccio conclude: «si dice che i malfunzionamenti riguardano l’ultimo periodo: sappiamo tutti che le docce e i wc non funzionano da tempo. A sto punto allunghiamo la concessione, ma poi sia consegnata chiavi in mano».

Il concessionario: «Troppi 500 euro al mese»

Prova a far chiarezza lo storico gestore, e attuale concessionario del Montfleuri, Gianluca Fea, che ricorda la costruzione della struttura «da parte di un gruppo di persone appassionate» sulla discarica del cantiere per la costruzione dell’autostrada, al costo di 1.8 miliardi di lire «400 milioni in più rispetto al progetto originario» sottolinea Fea, che ricorda anche l’agibilità definitiva ottenuta nel 1996 e la modifica della convenzione nel ’99 in quanto «era previsto che il comune garantisse per la fidejussione al credito sportivo, entrata in ammortamento nel 2000».

Fea ribatte alle accuse, parlando di un piano tariffario «approvato nel 2013 dal Comune» e di una regolare tenuta delle fatture, snocciolando dati che parlano di incassi, per il 2016, pari a «27.889 euro per l’affitto dei campi (di cui 9 mila 647 derivanti dalle 214 partite di Claudesport)», ma anche di spese elevate: «9 mila 750 euro perl’energia elettrica, 18 mila euro per il riscaldamento e 25 mila 629 euro per il personale, tanto da far registrare un passivo, per il 2016, di 16 mila euro».

Il ristorante, invece, «fin dall’apertura è stato intestato a un soggetto diverso dal concessionario», mentre l’alloggio «ha persone residenti che non sono presenti, ma tutto è regolarmante dichiarato al Comune. La burocrazia, però, è lenta, ma più di quattro persone non possono starci».

Il gestore racconta anche di sanzioni sollevate dalla Guardia di Finanza, ma riguardanti «l’apertura del bar solo per i partecipanti al Torneo delle Regione di calcio a 5» e per un utilizzo, il 1° maggio «in un giorno in cui non c’era il personale di servizio». E attacca: «E’ l’unica struttura che non ha mai richiesto l’intervento pubblico. Ci sono elementi usurati, ma le docce funzionano (è rotta la manopola di alcuni miscelatori) e la caldaia richiederebbe una costante manutenzione, almeno ogni due mesi».

Per questo Fea sottolinea che «per noi il canone di affitto è perfino esagerato, vessatorio: non possiamo pagare e occuparci al tempo stesso della manutenzione straordinaria. Ricordo che da noi il Comune non paga le utenze, e per di più ci ha portato via anche un po’ di gente con l’istituzione del torneo in piazza, costato peraltro decine di migliaia di euro. A noi comunque va bene accelerare: si faccia questo bando il prima possibile. Avendo presentato noi il progect financing, potremo sempre pareggiare l’offerta migliore».

L’assessore: «L’obiettivo è non chiudere la struttura; no al contenzioso»

«L’obiettivo è quello di non chiudere la struttura – sottolinea l’assessore Carlo Marzi -, per questo stiamo contrattando con il concessionario in attesa di ricevere i soldi per il bando periferie. Sottolineo che anche il nome concessionario non è giusto, visto che oltre ad accollarsi un canone, affronta anche la manutenzione straordinaria, visto che noi come Comune (che perlatro non abbiamo ancora la proprietà della struttura) non potremmo permettercelo».

Sulle presunte morisità, Marzi sottolinea come «il servizio Sport sta fatturando il mese di marzo e l’Aosta Calcio 511 è quasi a posto e sistemerà tutto come sempre, avendo già versato 600 euro (cifra ritenuta da loro congrua) ed essendosi accollati manutenzioni per 8 mila euro. E’ una questione annosa, stiamo cercando di trovare delle soluzioni che ci permettano di andare avanti: siamo ben lontani dall’accordo nascosto che si vuol far passare, anzi stiamo evitando di arrivare a un contezioso e soprattuto di caricare il Comune di altri costi fissi. Inoltre, andando a discutere di verbali, messa a norma della struttura (non si trova il certificato di prevenzione incendi ndr.) per farlo tornare nelle diponibilità del Comune, si andrebbe di certo verso la chiusura dell’impianto».

Le tempistiche, però sono lunghe: «Possiamo anticipare la partenza del bando – conclude Marzi -, ma si sappia che l’iter è comunque lento e laborioso».

(alessandro bianchet)

 

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