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Franco Cadin: «Il tempo ci darà RAGIONE»

Franco Cadin: «Il tempo ci darà RAGIONE»

Il presidente Borbey sulle convocazioni in azzurro: «Non c’è niente di ufficiale, abbiamo fatto presente la nostra posizione e aspettiamo»

SCI ALPINO / Il direttore tecnico dell’Asiva promuove la stagione e guarda al prossimo futuro con ottimismo

Il presidente Borbey sulle convocazioni in azzurro: «Non c’è niente di ufficiale, abbiamo fatto presente la nostra posizione e aspettiamo»

AOSTA – Titoli di coda anche sulla stagione dello sci alpino, che ha vissuto una splendida annata, conlcusa con un bilancio strepitoso.

Franco Cadin, iniziamo da un suo giudizio sull’annata?

«Diciamo subito che non è mai successo nella storia dell’ASIVA di portare a casa a livello di campionati italiani, dieci medaglie. Direi che è stato un anno storico per i settori Aspiranti e Giovani e voglio aggiungere che l’ASIVA è risultata in prima posizione nel segmento Aspiranti. La soddisfazione è tanta, anche perché il nostro obiettivo, a inizio stagione, era di far crescere un bel gruppetto di giovani e siamo riusciti nell’intento grazie anche ai “vecchi”, cioè ai nati nel 1997 che hanno fatto da traino. Un bel mix direi. Certo, questi risultati sono frutto di un grandissimo impegno di tutti, allenatori e atleti, ma il clima che si è instaurato da subito era sereno, anche se il lavoro svolto è stato veramente tanto. Dal mio punto di vista, c’è una grossa parte, non tutta, di sci club che appoggiano le nostre idee e il nostro lavoro. Non voglio far polemiche con la storia della Federazione, in quanto la prossima settimana dobbiamo preparare il futuro, considerando che abbiamo degli atleti che rientrano dalle squadre nazionali dopo solo un anno e capire lo sviluppo, magari con l’inserimento di qualche giovane e vedere come organizzarsi. Da una parte, siamo convinti che abbiamo svolto un buon lavoro, specialmente nelle discipline veloci e in gigante, resta chiaro il punto che dobbiamo incrementare la base tecnica. Detto questo, sono convinto, e lo dico sinceramente, che a fine novembre avremo un gruppo misto, uomini e donne, pronti per giocarsi i posti in Coppa Europa. Sto parlando di atleti che hanno perso la nazionale per un’inezia e non voglio allargarmi sulle scelte fatte dalla FISI. Per fare quello che ho detto sopra, bisogna sicuramente aumentare i carichi di lavoro e crescere ancor di più sulla parte tecnica, perché vogliamo che il quaranta per cento della squadra ASIVA parta con il piede giusto per essere già competitivi a inizio stagione in Coppa Europa. Questo è il nostro obiettivo principale, cercando di fare un mix, dove vi è un Giovane e un Aspirante».

Vorrei soffermarmi ancora un attimo sul discorso nazionale. Il regolamento dice che saranno ammessi in squadra gli atleti vincitori di una disciplina, voi non avete pensato a questo elemento principale?

«Certo che ci abbiamo pensato, era il nostro obiettivo, ma, purtroppo, questo non è avvenuto. Tieni presente che sono solo sei che possono vincere le discipline, tre uomini e altrettante donne. Ci abbiamo provato, ma Federico Simoni è arrivato secondo e Carlotta Da Canal è arrivata terza nelle discipline veloci. Certo, spiace, e lo dico con rammarico, che con tante medaglie agli Aspiranti e con Giovanni Zazzaro che ha vinto il Grand Prix totale più quattro podi dagli Aspiranti, la FISI poteva avere un occhio di riguardo per questo personaggio ».

Per la prima volta l’ASIVA ha deciso di avere un unico coordinatore tecnico per entrambe le squadre, quanto è stata dura questa stagione per lei?

«Sicuramente è stato un impegno molto pesante nella gestione dei due settori e ho avuto il mio da fare. Posso ritenermi soddisfatto in quanto con Massimiliano Iezza e Thierry Marguerettaz siamo in perfetta sintonia, quindi da questo punto di vista il lavoro non è stato per niente complicato».

Visto che ha avuto esperienze a entrambi i livelli: a suo parere è più complicato fare l’allenatore nazionale o svolgere il ruolo di coordinatore di una squadra regionale?

«Sono le motivazioni e gli obiettivi che ti fanno fare questo mestiere, quindi se le motivazioni ti dicono di rimanere in un certo percorso, la differenza di divisa non pesa assolutamente e di queste due cose personalmente ne ho tantissime».

L’abbiamo vista ai tricolori di Pila Allievi e Ragazzi: ci dia una sua opinione sul settore valdostano delle categorie Children.

«Il settore femminile ha dato sicuramente di più, non solo come medaglie, ma anche a livello di piazzamenti, mentre nel maschile, è inutile nasconderlo, la Valle d’Aosta è più in difficoltà rispetto ad altre realtà. Bisogna dire, però, che ci può essere ancora la crescita, in quanto si parla di ragazzi giovanissimi, anche perché non sono queste le medaglie che contano, ma quelle delle categorie maggiori. Quello che secondo me fa testo è, se sei vicino o distante dai primi classificati. Puoi essere anche decimo, ma se sei vicino al primo come distanza cronometrica, puoi avere più possibilità di recupero, mentre se sei più distante, il gap aumenta, anche se per assurdo finisci vicino al podio. Comunque sono tranquillo per questo settore, non dobbiamo spararci addosso perché non abbiamo nemmeno un atleta fra i primi dieci. Il tempo ci darà ragione».

Sulla questione delle convocazioni in azzurro, con possibili bocciature eccellenti, è intervenuto il presidente dell’Asiva.

«Siamo in una fase delicata – ha detto Riccardo Borbeyprima di scrivere bisogna aspettare notizie ufficiali, visto che le squadre non sono ufficiali. Ci sono dei regolamenti, la nostra commissione dello sci alpino ha fatto il punto e abbiamo fatto presente la nostra posizione, rimaniamo in attesa».

Massimo Altini

Franco Cadin (a destra) con la squadra femminile dell’Asiva

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