Sanità: dirigenti medici e sanitari in stato di agitazione
ATTUALITA'
di Cinzia Timpano  
il 27/11/2017

Sanità: dirigenti medici e sanitari in stato di agitazione

Anaao Assomed denuncia il preoccupante stato della sanità pubblica e il contratto di lavoro al palo da 8 anni; nella nostra regione sono interessati un centinaio di professionisti.

Uno stato della sanità pubblica preoccupante e un contratto di lavoro al palo da 8 anni. Per queste ragioni, le organizzazioni sanitarie della dirigenza medica e sanitaria hanno proclamato lo stato di agitazione che interessa anche un centinaio di professionisti valdostani aderenti all’Associazione medici dirigenti Anaao Assomed.

Anaao Assomed denuncia l’impossibilità «di accettare il perseverante definanziamento della sanità pubblica in cui insiste il diritto alla salute dei cittadini. Le risorse economiceh stanziate sono inadeguate rispetto al prolungato saccheggio dei fondi contrattuali e ai risparmi generati dal turn over dei dirigenti medici e sanitari»

Un lavoro gravoso e usurante

Le organizzazioni sindacali della dirigenza medica e sanitari denunciano poi il costante peggioramento delle condizioni di lavoro dei medici «per i quali il Governo non ravvisa le caratteristiche di gravosità e usura riconosciute ad altre categorie di lavoratori; se non si prendono provvedimenti, i cittadini rischieranno di essere curati da medici e da dirigenti ultra-sessantacinquenni che dovranno svolgere attività come fossero a inizio carriera, in pronto soccorso o in sala operatoria».

Ospedale a rischio spopolamento

«Lo stato di malessere attanaglia la categoria è presente anche nella nostra regione – commenta il segretario regionale Anaoo Assomed Piero Sirianni dove le risorse finanziarie continuano a essere insufficienti per rimpinguare fondi specifici che ptorebbero essere utili ad attrarre nella nostra realtà professionisti e invogliare quelli presenti a non cercare altre vie. Il rischio è proprio lo spopolamento del nostro ospedale, dove da una parte i concorsi vanno sempre più frequentemente deserti e dall’altra, molti colleghi sperano nelle nuove norme in ambito pensionistico per raggiungere la pensione, oppure aspettano di potersi trasferire dove condizioni di carriera ed economiche sono migliori».

Un clima quasi da caserma

Anaoo Assomed denuncia poi il «clima da caserma» creatosi in seguito alle disposizioni da parte aziendale previste dal decreto Madia: «questo è un lavoro che non si ferma quasi mai all’orario istituzionale; molte ore vengono effettuate come straordinari, senza retribuzione e spesso senza recupero. Le quattro ore di aggiornamento settimanale previsto dal contratto, nella maggior parte dei casi vengono utilizzate per la cura dei pazienti, per far fronte alle carenze di organico e a causa delle liste d’attesa».

Non siamo impiegati

«La categoria medica non può e non deve essere assimilata a quella impiegatizia; per fare un esempio, un chirurgo, se è in corso un intervento che magari dura 6-8 ore, di certo non si mette in pausa per andare a pranzare a mezzogiorno. Andare a casa a pranzo o in mensa non è certo una costante, come per altre categorie. Le leggi vanno rispettate certo, ma allo stesso modo pretendiamo che il contratto venga rispettato e per questo vigileremo».

(c.t.)

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