Ayas: la minoranza salva il sindaco dalle assenze
comuni
di Cinzia Timpano  
il 01/12/2017

Ayas: la minoranza salva il sindaco dalle assenze

Quattro defezioni tra i banchi della maggioranza rischiano di bloccare la votazione, bene invece i rapporti con la nuova gestione di MonterosaTerme

Quattro assenze tra le file della maggioranza e il consiglio comunale di Ayas rischia la sospensione per mancanza del numero legale. Questa la situazione che si è creata durante la seduta in ieri, giovedì 30 novembre, inizata già nel primo pomeriggio con l’assenza di due consiglieri. Durante la discussione dei primi punti all’ordine del giorno altri due eletti di maggioranza lasciano la sala e giunto alla votazione della variazione di bilancio il sindaco viene messo alle strette dalla minoranza che lascia momentaneamente la sala. «Siamo usciti per discutere sul da farsi – commenta il consigliere di opposizione Giuseppe Obert -, siamo divenuti l’ago della bilancia per garantire il numero legale e riteniamo vergognoso che alcuni comoponenti abbiamo preso così poco seriamente l’impegno». Dopo la pausa l’opposizione ha deciso comunque di rientrare e votare negativamente il bilancio, salvando così il consiglio dalla sospensione e permettendone la conclusione. «Non avevamo pensato che la seduta potesse durare così tanto – risponde il sindaco Alex Brunod -, due consiglieri avevano impegni inderogabili e hanno dovuto lasciare l’aula prima del previsto. Si tratta di situazioni possibili, già accadute anche durante la passata amministrazione».

Bene i rapporti con MonterosaTerme

«La nuova gestione sta lavorando bene e l’impianto termale sembra aver imboccato la strada giusta – dice l’assessore Annalisa Obert -. Sembrano risolti anche i problemi alla caldaia che si erano manifestati negli anni passati». La nuova società, subentrata durante l’estate di quest’anno, ha in gestione anche le terme di Saint-Vincent e un impianto a Genova e chiede ora al comune la possibilità blindare il rinnovo contrattuale per la struttura anche per i futuri sei anni.

Cambi di destinazioni d’uso degli immobili: minoranza non soddisfatta

La discussione si è fermata molto sul punto dedicato ai cambi di destinazione degli edifici e la definizione degli oneri di urbanizzazione, in merito al quale l’opposizione non si è ritenuta soddisfatta. «Inserire all’interno della stessa convenzione le Cav, le colonie e gli ex-alberghi a nostro avviso non è sensato – dichiara Federico Favre della minoranza -. Crediamo si tratti di strutture con caratteristiche e necessità differenti e chiediamo di rinviare l’approvazione del punto per produrre tre nuove differenti convenzioni più specifiche». Nonostante il parere dell’opposizione la convenzione è stata comunque approvata e qualora necessario potrà essere oggetto di modifiche. «Preferisco votare ora un documento sul quale avvocati e tecnici hanno lavorato molto, non me la sento di lasciare ancora in sospeso la questione» conclude il sindaco Alex Brunod.

(edoardo alliod)

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