Immigrazione: scoperti al Traforo del Monte Bianco 10 clandestini in una monovolune, due minorenni
CRONACA
di Luca Mercanti  
il 24/12/2018

Immigrazione: scoperti al Traforo del Monte Bianco 10 clandestini in una monovolune, due minorenni

Immigrazione clandestina, dieci iracheni e iraniani nascosti in una monovolume, due sono minorenni. Li ha scoperti domenica 23 dicembre la polizia di frontiera del Traforo del Monte Bianco.

Nell’ambito di un’operazione di contrasto al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e alla criminalità trasfrontaliera, gli agenti hanno intercettato  un’autovettura Chrysler Voyager condotta da un cittadino iracheno – S.R. – che trasportava dieci cittadini stranieri sedicenti di nazionalità irachena e iraniana, di cui due minori.

L’operazione

All’atto dei controlli all’interno del veicolo, omologato per il trasporto di 7 persone, due dei 10 passeggeri totali, venivano trovati pigiati all’interno del vano bagagli, in condizioni assolutamente pericolose per la propria incolumità. Il personale operante procedeva così all’accompagnamento per l’identificazione di tutti i passeggeri e traeva in arresto il conducente per il reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, in quanto effettuava il trasporto cittadini stranieri irregolari con l’ipotesi aggravata del trattamento disumano e degradante.

La perquisizione dell’autovettura e dei bagagli-effetti personali portava al sequestro di tre telefoni cellulari e di una somma di denaro.

Il Chrysler Voyager veniva sequestrato in quanto veicolo utilizzato per il trasporto degli stranieri. Tutti i soggetti controllati venivano sottoposti a rilievi fotodattiloscopici presso la Sottosezione Polizia di Frontiera Traforo Monte Bianco. L’arrestato risultava aver presentato richiesta di protezione in Italia nel 2016, istanza che veniva rigettata all’esito della riunione della Commissione Territoriale per il Riconoscimento della Protezione Internazionale competente, provvedimento notificatogli recentemente.

La Polizia di Frontiera di Aosta verificava, altresì, che l’arrestato, all’atto della compilazione dell’istanza per il riconoscimento dello status di rifugiato ai sensi della convenzione di Ginevra del 28 luglio 1951, non aveva dichiarato il possesso del passaporto ordinario iracheno, in corso di validità, emesso precedentemente alla sua richiesta di asilo, e che invece aveva esibito durante le operazioni di identificazione agli agenti al Traforo Monte Bianco.

Veniva pertanto denunciato anche per falsità ideologica commessa da privato in atto pubblico come previsto dall’art 483 c.p.. I due minorenni, terminata l’attività di fotosegnalamento, venivano affidati ad una comunità regionale di accoglienza. L’arrestato veniva accompagnato presso la casa circondariale di Brissogne (AO).

(re.newsvda.it)

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