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Slot machine spente in Valle d’Aosta, raffica di licenziamenti e ricorso al Tar

Slot machine spente in Valle d’Aosta, raffica di licenziamenti e ricorso al Tar

Già una decina i lavoratori lasciati a casa, altri 250 a rischio. Confcommercio: i ricorsi al Tar dei nostri associati sono legittimi

Slot machine spente per legge da oggi, primo gennaio 2019, nei locali della Valle d’Aosta vicini a luoghi sensibili come scuole e chiese. E come annunciato, arrivano i primi licenziamenti. Sono già una decina, infatti, le persone licenziate per effetto della legge regionale per il contrasto alla ludopatia e altri 250 posti di lavoro sono a rischio. Lo riporta Gazzetta Matin nell’edizione di lunedì 31 dicembre.

L’obbligo di spegnere  le “macchinette” è scattato alla mezzanotte 31 dicembre per le attività per le quali il gioco d’azzardo non è l’attività principale e che sono a una distanza entro i 500 metri dai luoghi sensibili (scuole e strutture culturali, sportive e ricreative).

Per le sale slot l’obbligo decorrerà invece dal primo giugno 2019.

Raffica di licenziamenti

«Secondo le nostre stime verranno licenziate circa 250 persone in tutta la regione – riferisce Gianluca Genestrone, rappresentante valdostano della Federazione Italiana Tabaccai -. L’applicazione della legge regionale contro la ludopatia comporterà minori ricavi e salteranno molti posti di lavoro».

La normativa aveva introdotto l’obbligo per i gestori  di frequentare corsi di formazione finalizzati alla conoscenza e alla prevenzione dei rischi connessi al gioco d’azzardo patologico: «Come esercenti noi veniamo formati per gestire la ludopatia ed infatti collaboriamo attivamente con il Serd. Siamo un presidio di legalità perché nelle nostre sale i minori non possono entrare: la stessa cosa non si può dire del gioco online che trova sempre maggiore gradimento fra i più giovani». Secondo Genestrone, nei confronti delle slot, è in atto «un vero e proprio accanimento. Non siamo nemmeno stati sentiti dal Consiglio regionale. La distanza di 500 metri comporta l’eliminazione tout court delle slot. Inoltre non è chiara per noi la definizione di “luogo sensibile” e quali strutture vi rientrino».

Genestrone, oltre al “Bistrot de la Gare” in cui sono presenti delle “macchinette”, è titolare anche della sala slot “Chemin de fer”, il cui ingresso è vicino alla stazione. «I dipendenti della mia sala slot rimarranno tutti a casa perché al 1° giugno sarò costretto a chiudere e ho già lasciato a casa tre dipendenti con l’entrata in vigore dell’ordinanza sugli orari. Potranno lavorare solamente le sale lontane dai luoghi sensibili, come quella di Quart. Così non si risolve il problema: lo si ghettizza».

Anche Gianluca Mancuso, referente per il Piemonte e la Valle d’Aosta del Sapar (associazione nazionale dei servizi apparecchi per le pubbliche attrazioni ricreative) e titolare di numerose sale slot, ha già lasciato a casa alcuni dipendenti. «Ho dovuto lasciare 8 famiglie senza lavoro e dal 1° giugno ne dovrò lasciare altrettante – commenta Mancuso -. Da parte della Regione c’è mancanza di conoscenza del problema. In questo modo si favorisce unicamente il gioco online e quello illegale, con l’unico effetto di aumentare i casi di ludopatia perché quando ci sono restrizioni il giocatore diventa più compulsivo».

Ricorso al Tar

«Con i miei avvocati stiamo pensando di fare ricorso al Tar – anticipa Mancuso».

Confcommercio preoccupata

Di circa 250 licenziamenti parla anche Graziano Dominidiato, presidente di Confcommercio Valle d’Aosta. «Fermo restando la presa di coscienza del problema della ludopatia – spiega Dominidiato – noi siamo vicini ai nostri associati che dovranno provvedere a togliere le slot in modo repentino perché sono state anticipate di un anno le scadenze. Siamo anche preoccupati del calo dei dipendenti: le nostre stime parlano di 250 licenziamenti. Noi non ci mettiamo contro la normativa, ma la cosa anomala è che lo Stato da una parte incassa i proventi di queste “macchinette” e dall’altra parte le Amministrazioni mettono norme che ne vietano l’utilizzo. Noi ci adeguiamo alle nuove regole e valuteremo cosa fare per andare incontro ai nostri associati. Un eventuale ricorso al Tar da parte dei singoli esercenti è legittimo. Siamo in attesa di indicazioni dalla Confcommercio a livello nazionale».

I dati sul gioco d’azzardo in Valle d’Aosta

Nel frattempo il 5 dicembre scorso è stato pubblicato il “Libro blu 2017” dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli, che riporta i dati ufficiali del 2017 sul gioco d’azzardo in Italia. Solo in Valle d’Aosta sono stati spesi oltre 120 milioni di euro per slot, “Gratta e vinci e Superenalotto, per una media di 953 euro pro capite. Le “macchinette” rappresentano quasi il 68% del totale speso nel gioco d’azzardo. «Dopo una battaglia durata anni, finalmente ce l’abbiamo fatta – commenta con soddisfazione Bruno Trentin, presidente dell’associazione “Mi ripiglio” da anni portabandiera nel contrasto alla ludopatia -. Dal 1° gennaio risolviamo il problema della distribuzione capillare delle slot sul territorio regionale. È vero che nel frattempo si sta diffondendo sempre di più il gioco online, ma le “macchinette” coprono ancora più del 50% del mercato».

(simona campo)

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