Rete civica: via Rollandin dalla vicepresidenza del Consiglio
POLITICA & ECONOMIA
di Danila Chenal  
il 22/02/2019

Rete civica: via Rollandin dalla vicepresidenza del Consiglio

Durante l'incontro il consigliere regionale Bertin ha rilanciato l'istituzione di un Osservatorio permanente sulle associazioni criminali di tipo mafioso

Rete civica si dichiara garantista ma reclama le dimissioni di Augusto Rollandin da vicepresidente del Consiglio Valle. Il suo nome infatti compare nell’ordinanza dell’inchiesta della Dda di Torino ”Geenna’‘.

Minelli: «Rollandin deve dimettersi»

«Siamo garantisti, però riteniamo che la mozione – iscritta per il prossimo consiglio – con cui invitiamo il vicepresidente del consiglio regionale Augusto Rollandin alle dimissioni sia un atto necessario; si tratta di un ruolo di garanzia per tutte le forze politiche e non può essere ricoperto da una persona su cui gravano pesanti ombre. Questa mozione non avremmo mai voluto presentarla;  ci auspicavamo maggiore rispetto delle istituzioni da parte di Rollandin, ma così non è stato». Chiara Minelli (Rete Civica-Alleance Citoyenne) presenta in conferenza stampa la mozione firmata insieme al collega Albert Bertin.

Ha poi rincarato la dose. «Non ho letto le pagine dell’ordinanza e mi sono informata solo sugli organi di stampa; è fattuale che gli arrestati provengano tutti dall’UV. Se non sono stati ancora scarcerati vuol dire che l’impianto accusatorio è solido, anche se non li ritengo colpevoli fino a quando la magistratura non avrà giudicato».

Sartore: «rabbia per la competizione elettorale drogata»

In apertura di conferenza Loris Sartore non si è detto sorpreso dall’inchiesta Geenna. «La prima reazione che abbiamo avuto alla notizia degli arresti è stata di rabbia; è risultato evidente che abbiamo partecipato a una tornata elettorale drogata, in cui alcuni candidati hanno potuto contare su pacchetti di voti procurati dalla ‘ndrangheta». Sartore si riferisce alle elezioni comunali di Aosta del 2015.

Bertin: «non c’è più tempo da perdere»

Il consigliere regionale Albert Bertin, intervenuto durante la conferenza stampa, si dice preoccupato e lancia l’allarme.  «Bisogna non perdere ulteriore tempo prima di iniziare una lotta senza quartiere contro la criminalità organizzata. La politica deve dare segnali chiari e inequivocabili». Ha, poi, presentato la proposta di legge per l’istituzione di un Osservatorio permanente sulle associazioni criminali di tipo mafioso. «Le sei interdittive per altrettante imprese dimostrano la capacità della criminalità organizzata di penetrare nel tessuto economico valdostano e di conseguenza la necessità di intrecciare legami forti con la politica». Ha concluso il suo intervento con un monito.  «È inutile scandalizzarsi quando escono le notizie e dimenticare tutto pochi mesi dopo. Bisogna mantenere sempre viva la memoria e combattere seriamente il fenomeno mafioso in Valle d’Aosta, prima che sia troppo tardi».
(foto: da sinistra Chiara Minelli, Loris Sartore e Alberto Bertin)
(thomas piccot)

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