Adu, Daria Pulz all’attacco: consiglieri regionali inaffidabili
Nello scatto d'archivio, il congresso di Adu; accanto al simbolo, i componenti della segreteria politica Daria Pulz, Carola Carpinello e Alexandre Glarey
POLITICA & ECONOMIA
di Luca Mercanti  
il 26/03/2019

Adu, Daria Pulz all’attacco: consiglieri regionali inaffidabili

Daria Pulz senza mezzi termini: «i consiglieri regionali non sono affidabili e questo governo è delegittimato». Lo ha detto ieri, lunedì 25 marzo, all’Hotel des Etas di Aosta, durante il primo congresso del movimento Adu che rappresenta in Consiglio Valle.

«In questi primi nove mesi di presenza in Consiglio regionale mi sono resta conto di una cosa: a questi rappresentanti non si può affidare nulla. Non cedete alla tentazione di farlo. Combattere questo sistema si può e si deve fare. Noi siamo disponibili alla mediazione ma pronti a scappare e sempre con le antenne diritte».

«Oggi Adu si apre alla gente – ha detto Pulz -. Abbiamo tante cose da dire, idee, progetti, cui servono gambe per camminare verso un futuro differente e migliore, in cui le nostre parole d’ordine: Ambiente, Diritti, Uguaglianza diventino fatti concreti».

Il nuovo movimento politico è nato dopo che nelle elezioni regionali del maggio 2018 la lista di Impegno Civico, che candidava elementi poi confluiti in ADUI e che al voto ha ottenuto tre consiglieri. Da una costola di Impegno Civico ha preso corpo ADU.

I perché della separazione li ha chiariti Alex Glarey, componente del coordinamento: «Abbiamo sentito il bisogno di essere qualcosa di diverso rispetto ai partiti e movimenti politici tradizionali, diversi anche rispetto a Impegno Civico. In quel Movimento  qualcuno non ha rispettato le regole, un esempio per tutti: la legge elettorale.  Noi siamo alternativi al fonte autonomista, alla Lega e anche al Pd. Sono partiti e movimenti che per un verso o l’altro non hanno saputo dare risposte alla comunità valdostana, non hanno saputo fare neppure piccoli passi verso il cambiamento che avevano promesso, troppo impegnati tutti a correre dietro le sirene del potere per il potere».

(alessandro camera)

 

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