Corte dei Conti, impugnata la revocatoria di Fosson
POLITICA & ECONOMIA
di Luca Mercanti  
il 15/04/2019

Corte dei Conti, impugnata la revocatoria di Fosson

Tutte le azioni revocatorie sono state impugnate. Lo riporta oggi, lunedì 15 aprile, Gazzetta Matin.

Dopo aver impugnato le sentenze relative alle posizioni di Claudio Restano, Giuseppe Isabellon e Augusto Rollandin, il procuratore regionale della Corte dei conti, Massimiliano Atelli, ha notificato l’Appello anche al presidente della Regione Antonio Fosson

Le azioni revocatorie erano state promosse dall’ex procuratore Roberto Rizzi nell’ambito del processo sui 140 milioni di finanziamenti regionali erogati a favore del Casinò di Saint-Vincent.

A inizio anno, le cinque (due sono a carico di Isabellon) revocatorie erano state respinte dai giudici Pio Silvestri, Paolo Cominelli e Alessandra Olessina.

Rizzi aveva segnalato una «spiccata operosità nel compimento di atti dismissivi di cespiti e nella realizzazione di altre operazioni comunque in grado di render non aggredibili significative porzioni del patrimonio per il risarcimento dell’ipotizzato danno erariale».

La revocatoria promossa nei confronti di Fosson riguardava una donazione di beni ai tre figli – attraverso la cessione della nuda proprietà con riserva di usufrutto – per un valore fiscale di 351 mila 700 euro; tali beni erano già protetti dal 2006 da un fondo patrimoniale.

Per i giudici era «verosimile» che vista la «situazione famigliare e le condizioni di salute dell’interessato (Fosson nel settembre 2016 aveva avuto un infarto ndr)» la donazione mirasse «soltanto a tutelare i figli».

Nel procedimento principale (quello sui 140 milioni di euro), lo scorso mese di ottobre, i giudici avevano pronunciato diciotto condanne e quattro assoluzioni, per un totale di 30 milioni di euro. Il presidente Fosson era stato condannato a versare 807 mila euro; condannati anche Rollandin (4,5 milioni), Isabellon (807 mila) e Restano (807 mila). Su tale pronuncia, è ancora pendente l’Appello presentato da Atelli e, proprio secondo il magistrato, «è ragionevole presumere» che la sentenza di secondo grado sarà pronunciata entro la fine dell’anno.

(f.d.).

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