Crisi di governo: elezioni anticipate, l’Uv temporeggia, l’Uvp incalza
POLITICA & ECONOMIA
di Danila Chenal  
il 07/06/2019

Crisi di governo: elezioni anticipate, l’Uv temporeggia, l’Uvp incalza

E' quanto emerso dalla riunione dei due 'parlamentini' del Leone rampante e del Leone dorato

Crisi di governo. Se l’Union valdôtaine, gli eletti in Consiglio Valle su tutti, è disposta a governare a 17 in attesa di rinforzi, l’Union valdôtaine progressiste non ha intenzione di farsi ‘arrostire’ sulla graticola e sui 18 non si discute. In caso contrario sono le elezioni anticipate la soluzione. E’ quanto emerso nella serata di ieri all’auditorium di Quart, dove era riunito il parlamentino del Leone rampante, e alla Gabella di Jovençan dove si sono ritrovati i rappresentanti del Conseil des communautés del Leone dorato.

L’Uv

All’auditorium di Quart, ieri sera, i rappresentanti del Conseil fédéral sono a ranghi ridotti: all’ordine del giorno l’analisi delle europee e la crisi di governo innescata da Claudio Restano. Archiviata la sconfitta europea, il presidente Erik Lavevaz ribadisce. «Abbiamo delegato il presidente della Giunta a trovare una soluzione veloce a questa crisi; se una nuova maggioranza ci sarà dovrà essere basata su punti chiari. Se così non fosse siamo pronti a ritornare alle urne ben sapendo che per l’Union valdôtaine non è un buon momento. Basta manfrine, l’Union non ha più intenzione di navigare a vista».

Il Leone rampante è in un momento di difficoltà politica, finanziaria con il bilancio in rosso («speriamo non ci siano elezioni anticipate» auspica Lavevaz, riferendosi alle finanze esangui), e associativa con i tesseramenti in caduta libera. Parlando di Rete civica e della proposta di legge di riforma elettorale, fa sapere «non accetteremo pregiudiziali». Ribadisce: «mai parlato di fusione con gli altri movimenti», imputando all’Uvp «una fuga in avanti». Scandisce. «l’Union non rinuncerà alla sua storia e al suo simbolo»;  chiarisce: «una federazione per noi significa un’alleanza, un lavoro comune in vista delle amministrative del 2020. Lasciamo che il tempo risani le lacerazioni».

«Forse il ribaltone di dicembre non è stata una buona idea» dice all’auditorio del Conseil fédéral il consigliere comunale di Nus Edy Favre che vede nelle elezioni anticipate una via di uscita dalla crisi. «Non dobbiamo avere paura a contarci». Le sue parole sono accolte da un timido applauso. Concordano con lui Daniele De Giorgis, sindaco di Lillianes che dice «basta al politichese» e Massimo Laurent di Arnad. A rispondere il consigliere Giovanni Barocco per il quale «in 17 si può lavorare. Non sono sempre i numeri a contare ma a fare la differenza è la qualità».
(danila chenal)

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