Rifiuti, M5S denuncia: «su 580 conferimenti a Pompiod solo due carichi controllati»
POLITICA & ECONOMIA
di Danila Chenal  
il 20/11/2019

Rifiuti, M5S denuncia: «su 580 conferimenti a Pompiod solo due carichi controllati»

Vesan punta il dito contro l'amministrazione regionale che, nelle concessioni, è stata particolarmente disinvolta

«Su 580 conferimenti solo due carichi sono stati controllati e questo è accaduto di recente». Sottolinea con forza Luigi Vesan, capogruppo del M5S che, in una conferenza stampa, ha ricostruito le vicende legate alla discarica di Pompiod di Aymavilles. «Fin qui controlli non ne sono stati fatti eppure erano stati richiesti dai sindaci di Aymavilles e Jovençan fin dal 2016» aggiunge. «Le perplessità sono legate al regime autorizzativo e all’inserimento di nuove tipologie di rifiuti alcune delle quali non ammesse dal Piano regionale gestione rifiuti. Tutto è avvenuto attraverso un semplice provvedimento dirigenziale senza delibera di giunta. L’amministrazione regionale è stata particolarmente disinvolta. Tra le tipologie ammesse ci sono fanghi da ciminiere, da bonifiche di terreni. Il discrimine tra rifiuti pericolosi e non pericolosi è difficile da verificare».

Le tappe

Ripercorre le tappe Luciano Mossa che risalgono al 14 settembre, data del primo incontro con il comitato ‘Discarica sicura’ «dal quale è emersa una serie di dati che ci ha fatto sospettare che le attività a Pompiod non erano così trasparenti». Racconta di avere contattato i colleghi finanzieri e di avere coinvolto la deputata Elisa Tripodi e il ministro Costa affinché «i carabinieri per la tutela dell’ambiente avviassero un’attività ispettiva». «Il tempo ci ha dato ragione. Se non fosse intervenuta la magistratura l’iter sarebbe proseguito a scapito della salute dei valdostani». Torna a ribadire che «servono ancora 48 mila camion per il riempimento della discarica». «Speriamo di essere riusciti a scongiurare questo pericolo».

«E’ bene che i cittadini facciano fronte comune. Manterremo alta l’attenzione. Al momento le risposte le sta dando la magistratura» dice Manuela Nasso. Per Maria Luisa Russo «gli elementi per Chalamy non sono rassicuranti. La salute pubblica è un bene comune;  va salvaguardata rispettando le norme che, qui, spesso sembrano un optional».
(danila chenal)

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