Casinò, pagati 1,2 milioni all’Agenzia delle entrate: si va verso il proscioglimento dell’au Rolando
L'au Filippo Rolando
CRONACA
di Federico Donato  
il 03/01/2020

Casinò, pagati 1,2 milioni all’Agenzia delle entrate: si va verso il proscioglimento dell’au Rolando

La casa da gioco ha versato 1,2 milioni di euro all'Agenzia delle entrate.

Casinò, pagati 1,2 milioni all’Agenzia delle entrate: si va verso il proscioglimento dell’au Rolando.

La Casinò de la Vallée S.p.A. ha versato all’Agenzia delle entrate la somma contestata, chiedendo inoltre il dissequestro dei beni disposto dal giudice per le indagini preliminari nell’aprile 2019.

Per omesso versamento delle ritenute di imposta (articolo 10 bis del decreto legislativo 74/2000), era finito a processo l’amministratore unico Filippo Rolando. Secondo la Procura di Aosta (pm Luca Ceccanti), il legale rappresentate della Casinò de la Vallée, quale autore della dichiarazione Mod 770 per l’anno 2017, non aveva versato entro il termine per la presentazione annuale la somma di 1 milione 210 mila euro, corrispondente a ritenute alla fonte certificate relative a emolumenti erogati nel 2017.

A segnalare la questione era stata l’Agenzia delle entrate il 20 febbraio scorso.

A seguito dell’avvenuto pagamento, è dunque atteso il proscioglimento dell’au Rolando; la pronuncia spetta al giudice monocratico del Tribunale di Aosta Maurizio D’Ambrusco, il quale – presumibilmente – sancirà l’estinzione del reato nella prossima udienza, in calendario a maggio.

A settembre, Rolando aveva dichiarato a Gazzetta Matin: «Mi sono preso la responsabilità di non pagare per non far fallire la società. Ho deciso di non pagare le ritenute alla fonte per due motivi: la società sarebbe fallita e, in quel momento, non c’erano soldi».

Come già aveva affermato quando fu resa nota l’inchiesta a suo carico, l’au aveva spiegato: «Sono sereno. Sapevo sin da subito che sarebbe stata avviata l’indagine. La Legge fallimentare stabilisce che, quando si chiede il concordato, non si possano fare pagamenti. Certo, pagando avrei evitato l’avviso di garanzia. Però Cava sarebbe fallita».

La prima udienza era stata fissata per il 29 novembre, quindi dopo la pronuncia del Tribunale di Aosta che ha dato l’ok all’omologa del piano concordatario del Casinò. Sul punto, infatti, a settembre Rolando aveva anticipato: «Auspico, e sono sicuro che sarà così, che per il 29 novembre ci sarà l’omologa. Se così sarà pagherò».

E così è stato.

In foto, Filippo Rolando.

(f.d.)

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