Saint-Vincent, rinvio apertura negozi, bar e ristoranti: esercenti e commercianti scendono in piazza «non ce la facciamo più»
comuni
di Luca Mercanti  
il 27/04/2020

Saint-Vincent, rinvio apertura negozi, bar e ristoranti: esercenti e commercianti scendono in piazza «non ce la facciamo più»

Esercenti pubblici e commercianti della cittadina termale chiedono di poter tornare a lavorare

A Saint-Vincent esercenti pubblici e commercianti scendono in piazza. Il motivo è il rinvio della riapertura di negozi, bar e ristoranti deciso ieri sera, domenica 26, dal Governo.

«Non si è trattato di una manifestazione di protesta, ma di un momento di confronto tra piccoli imprenditori che non ce la fanno più», spiega Marco Fortis, da 25 anni gestore di un noto bar in via Chanoux.

Sono intervenuti anche carabinieri e sindaco, perché gli assembramenti di persone non sono permessi. Tutto sembra essersi risolto con il buon senso.

«Il sindaco Mario Borgio ha promesso che se ce ne sarà la necessità in futuro, troverà un luogo idoneo per poterci confrontare», comunica Fortis.

«Siamo preoccupati, stufi e indignati per il rinvio dell’apertura delle nostre attività – spiega Fortis -. Anche a livello economico non ce la facciamo più, visto che alle parole del Premier non sono seguiti i fatti. Molto di noi non hanno neanche ancora percepito i 600 euro».

Fortis, sareste stati in grado di aprire in sicurezza il 4 maggio?

«Guardi che bar e ristoranti sono tra le categorie più abituate e rigorose a rispettare le norme igieniche. Siamo soggetti a continui controlli e sappiamo bene quello che dobbiamo fare».

Quindi non capite questo rinvio

«Ovvio. Il 18 maggio o il primo giugno rispetto al 4 maggio cosa cambia? Non è che il virus si volatilizzerà da solo!».

Cosa chiedete?

«Di poter tornare a lavorare, altrimenti qui si morirà di fame».

Se rinvio è stato è perché gli esperti hanno valutato che non c’erano le condizioni per la riapertura

«Non siamo certo dei pazzi, nessuno di noi si vuole ammalare. Ma ripeto: conosciamo molto bene le regole sanitarie e siamo abituati ad applicarle con rigore, basta solo che ci dicano con chiarezza qual è il nuovo protocollo e noi lo applichiamo in un attimo. Ma fateci lavorare!».

(lu.me.)

In foto: un momento dell’incontro di piazza

 

 

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