Sanità privata, lavoratori senza contratto da 14 anni: adesso basta!
Sanità
di Luca Mercanti  
il 25/08/2020

Sanità privata, lavoratori senza contratto da 14 anni: adesso basta!

I Sindacati alzano la voce: sono oltre 150 i lavoratori che aspettano il rinnovo

«Da 14 anni i lavoratori della sanità privata aspettano il rinnovo del contratto nazionale di lavoro: è arrivato il momento di dire basta».

Questa la presa di posizione delle Funzioni Pubbliche di Cgil, Cisl e Uil Valle d’Aosta, che questa mattina hanno incontrato il presidente della Regione e l’assessore regionale alla Sanità per chiedere «un intervento forte e risolutivo nei confronti delle Associazioni (AIOP e ARIS, rispettivamente Associazione italiana ospedalità privata e Associazione religiosa istituti socio sanitari) al fine di arrivare alla sottoscrizione definitiva del contratto», si legge in una nota.

«Questo comportamento vergognoso, che non ha precedenti nella storia – dicono i sindacati – è il ringraziamento riservato a quelle lavoratrici e a quei lavoratori che in periodo di emergenza COVID-19 hanno messo a repentaglio la loro salute, dei loro famigliari, prodigandosi per il bene comune»

In Valle d’Aosta sono oltre 150 le lavoratrici e i lavoratori della sanità privata.

Il problema è nazionale: ieri, lunedì 24 agosto, sit in di lavoratori e sigle sindacali davanti ad alcune sedi delle associazioni.

Le Organizzazioni sindacali ritengono che l’incontro con i vertici regionali sia stato caratterizzato dal confronto costruttivo. «Da parte della Regione sono state accolte le nostre istanze, che dovranno essere valutate in sede di conferenza Stato-Regioni – concludono i Sindacati -. Aspettiamo con trepidazione che si muova qualcosa e che finalmente venga messa la parola fine a questa vicenda e che venga rinnovato celermente il CCNL».

Le Organizzazioni sindacali fanno sapere che hanno chiesto alla Regione «un’azione forte nei confronti AIOP e ARIS e che vengano tolte loro le convenzioni nel caso continui questo muro contro muro tra le due associazioni e i lavoratori».

(re.aostanews.it)

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