Nuovo governo, Lavevaz: «Sogno un clima politico sereno»
Il presidente della Regione Erik Lavevaz
Politica
di Danila Chenal  
il 21/10/2020

Nuovo governo, Lavevaz: «Sogno un clima politico sereno»

Il presidente della Giunta in pectore promette un dialogo costruttivo con tutti

Nuovo governo, Lavevaz: «Sogno un clima politico, e in generale, che sia diverso da quello che abbiamo vissuto negli ultimi due anni; i valdostani hanno bisogno di riferimenti sereni in questo momento; noi, eletti, abbiamo bisogno di essere consapevoli e maturi nei nostri atteggiamenti e nei confronti dei valdostani».

La replica

A scandirlo in aula consiliare oggi, mercoledì 21 ottobre, il presidente della giunta in pectore Erik Lavevaz. Ha aggiunto: «Ascolterò tutti e accetterò le idee da qualunque parte arrivino, purché siano buone. Ritengo vi sia la necessità di un confronto continuo, pragamatico e costruttivo tra maggioranza e opposizione, tra esecutivo e Consiglio». Replicando agli interventi dei consiglieri dell’opposizione del Carroccio che avevano sottolineato come per la prima volta un partito di maggioranza relativa non governasse, ha ricordato: «Non è vilipendio alla democrazia. Due anni fa accadde esattamente il contrario con l’Uv che allora prese più voti della Lega e non formò il governo. Fu la Lega a farlo».

Dell’alleanza autonomista-progressista dice: «Questo scenario era in qualche modo prevedibile visto come è stata portata avanti la campagna elettorale» e ricorda lo slogan leghista ‘Liberiamo la Valle d’Aosta’, inconciliabile con ipotetiche alleanze di governo. Del programma tacciato come ‘scarno’ dalle opposizioni dice: «E’ assolutamente vero che manchino aspetti nel nostro programma. E’ impossibile scrivere nel dettaglio ogni cosa. Abbiamo scritto un programma ispirato ai programmi elettorali dei gruppi alleati. Due anni fa la Lega presentò un programma di una pagina e mezza».

«Non è una giunta nata da indicazioni romane. Noi, come Uv, abbiamo atti congressuali che spiegano molto bene chi detta le nostre linee, i nostri 400 delegati».
(danila chenal)

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