Coronavirus: picco di trasmissibilità, in Valle d’Aosta Rt a 2.37
ATTUALITA'
di Alessandro Bianchet  
il 23/10/2020

Coronavirus: picco di trasmissibilità, in Valle d’Aosta Rt a 2.37

Nel monitoraggio settimanale di Iss-Ministero della salute la media nazionale è di 1.5

Indice Rt a 2.37 in Valle d’Aosta. Questo l’allarmante dato emerso dal monitoraggio settimanale Iss-Ministero della Salute sulla diffusione del Coronavirus e relativo alla settimana che va dal 12 al 18 ottobre.

I dati

Secondo i dati pubblicati sul sito del ministero, ben 19 Regioni presentano un indice di trasmissione del Covid-19 sopra l’1.25.

Con una media nazionale fissata su 1.5, la Valle d’Aosta detiene la maglia nera, con 2,37. La poco consolante vetta della classifica è completata da Piemonte (1,83) e Lombardia (1,64).

Ecco i dati per regione: Abruzzo 1.5, Basilicata 0.95, Calabria 1.29, Campania 1.45, Emilia Romagna 1.52, Friuli Venezia Giulia 1.38, Lazio 1.38, Liguria 1.46, Lombardia 1.64, Marche 1.47, Molise 1.45, Piemonte 1.83, Bolzano 1.8, Trento 1.26, Puglia 1.52, Sardegna 1.16, Sicilia 1.28, Toscana 1.51, Umbria 1.69, Valle D’Aosta 2.37 e Veneto 1.54.

L’analisi

Secondo l’analisi, l’epidemia appare in «rapido peggioramento e compatibile complessivamente con un scenario di tipo 3 con rapidità di progressione maggiore in alcune Regioni italiane».

La cosa preoccupante è che esistono segnali «che si riesca solo modestamente a limitare il potenziale di trasmissione di SARS-CoV-2», tanto che si osserva «una rapida crescita dell’incidenza, impossibilità sempre più frequente di tenere traccia di tutte le catene di trasmissione e rapido aumento del carico sui servizi assistenziali, con aumento dei tassi di occupazione dei posti letto ospedalieri sia in area critica che non critica».

La ricerca parla poi di «7.625 i focolai attivi» in tutta Italia, ma di una diminuzione, per la prima volta di «nuovi focolai (1.286). Diminuzione, questa, che appare legata «al forte aumento di casi per cui i servizi territoriali non hanno potuto individuare un link epidemiologico».

I focolai

I focolai, secondo lo studio, sono stati rilevati in «quasi tutte le province» e la maggior parte continua «a verificarsi in ambito domiciliare (81,7%), che al momento rappresenta un contesto di amplificazione della circolazione virale e non il reale motore dell’epidemia».

In settimana, però, sono aumentati anche «i focolai in cui la trasmissione potrebbe essere avvenuta in ambito scolastico, anche se la trasmissione intra-scolastica appare ancora limitata (3,5%)».

Importante anche «l’aumento nel numero di persone ricoverate (7.131 vs 4.519 in area medica, 750 vs 420 in terapia intensiva nei giorni 18/10 e 11/10, rispettivamente) e, conseguentemente, aumentano i tassi di occupazione delle degenze in area medica e in terapia intensiva, con alcune Regioni/PPAA sopra 10%».

In caso di mantenimento del ritmo attuale, per gli esperti «esiste una probabilità elevata che numerose Regioni raggiungano soglie critiche di occupazione in brevissimo tempo».

(re.aostanews.it)

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