Stop sci, assessori Alpi: «Una perdita di indotto pari a 20 miliardi di euro»
Economia & Lavoro
di Danila Chenal  
il 25/11/2020

Stop sci, assessori Alpi: «Una perdita di indotto pari a 20 miliardi di euro»

Chiedono un incontro al ministro dell'economia Roberto Gualtieri

Stop sci, assessori Alpi: «Una perdita di indotto pari a 20 miliardi di euro». E’ quanto sostengono gli assessori delle Regioni alpine secondo i quali la cifra rappresenta l’1% del Pil nazionale. Chiedono un incontro al ministro dell’economia Roberto Gualtieri.

Lo sci non è solo svago

«Senza l’apporto della stagione invernale – spiegano in una nota congiunta – per la montagna è il disastro totale. Chiudere durante le festività natalizie significherebbe pregiudicare irrimediabilmente l’intera stagione, molti non aprirebbero nemmeno più».

Per gli assessori di Piemonte, Valle d’Aosta, Lombardia, Provincia di Bolzano, Provincia di Trento, Veneto e Friuli Venezia Giulia è inaccettabile parlare di sci come svago non indispensabile. «Non è corretto parlare di “solo sci”, attorno alla stagione invernale abbiamo intere economie di montagna e alcune centinaia di migliaia di posti di lavoro perlopiù stagionali. Infatti agli impiantisti bisogna aggiungere i noleggi, le scuole di sci, i ristoranti, i rifugi, gli alberghi, i bar, i negozi e tutte le altre attività economiche legate, dall’artigianato alla filiera alimentare, senza dimenticare il settore dei trasporti privati, dei servizi, della moda, dei carburanti e così via».

«Senza l’apporto della stagione invernale per la montagna è il disastro totale. Chiudere durante le festività natalizie significherebbe pregiudicare irrimediabilmente l’intera stagione, molti non aprirebbero nemmeno più. Per questo motivo lanciamo un appello al Ministro dell’economia Roberto Gualtieri affinché ci possa incontrare ed ascoltare. Il trasporto di persone sugli impianti a fune deve essere considerato alla pari di altri mezzi di trasporto, come bus e treni».

Pronti al confronto

«Noi siamo pronti al confronto con il Governo per evitare rischi collegati alle festività, e siamo sicuri che é possibile gestire la questione. Del resto quando chiediamo l’apertura dei comprensori sciistici in sicurezza grazie al protocollo approvato lunedì lo facciamo per tutelare un indotto che è vitale per la montagna, ad oggi non ci sono alternative per garantire un tale indotto e occupazione. Pertanto, sia in caso di prolungamento della chiusura dei comprensori sciistici sia nel caso di una riapertura con forti limitazioni di presenze sugli impianti e piste da sci, chiediamo al Ministro Gualtieri e al Governo Conte di prevedere adeguate misure economiche di ristoro per le attività direttamente ed indirettamente coinvolte».
(re.aostanews.it)

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