Sci, La montagna è vita: dalla Valle d’Aosta un appello al Governo nazionale
POLITICA & ECONOMIA
di Danila Chenal  
il 30/12/2020

Sci, La montagna è vita: dalla Valle d’Aosta un appello al Governo nazionale

Un documento promosso dall'Associazione valdostana impianti a fune

Sci, La montagna è vita: dalla Valle d’Aosta un appello al Governo nazionale. L’Associazione valdostana degli impianti a fune nel corso dell’assemblea annuale ha annunciato la presentazione di un documento nel quale chiede «vengano date risposte alla montagna e alle attività collegate allo sci. Il settore degli impianti a fune e, di conseguenza, la montagna tutta, sono in attesa di certezze sulla possibile riapertura e sulle regole per l’avvio della stagione invernale».

L’appello

Così nell’appello. «Le aziende funiviarie valdostane, con un importante sforzo economico ed assumendosi un grande rischio, hanno comunque attivato l’innevamento programmato al fine di trovarsi pronte per l’inizio della stagione dello sci. Ora per organizzare l’apertura dei comprensori sono necessari altri giorni di lavoro di preparazione: è quindi quanto mai necessario che venga fatta chiarezza sui tempi. Allo stesso tempo, visto il mancato avvio della stagione, il settore e tutte le attività collegate hanno bisogno immediatamente di interventi mirati e proporzionati alla gravità della situazione.

La chiusura di tutti i comprensori sciistici fino al 6 gennaio crea un danno diretto nel solo fatturato degli impianti a fune di circa 30 milioni di euro al quale si dovrà comunque aggiungere un ulteriore danno determinato dalla mancanza della clientela straniera. A questo si aggiungono le ricadute negative che, a cascata, vanno a colpire tutte le attività commerciali operanti sul territorio.

Pesanti ricadute

Queste, a seguito della mancata presenza turistica italiana e straniera, vedranno ridotte in maniera significativa le proprie entrate non potendo trarre il proprio sostentamento esclusivamente da un mercato interno che, proprio per le piccole dimensioni della regione, non è in grado di assicurarne la sopravvivenza. Una situazione che appare ancora più grave se si prende in considerazione il fatto che, in un contesto turistico internazionale, i possibili concorrenti confinanti stanno attuando politiche estremamente aggressive per conquistare nuove fette di mercato. Tutte le nostre vallate laterali vivono direttamente o indirettamente del turismo dello sci che non è solo divertimento ma lavoro per tutti».

I sottoscrittori

A sottoscrivere l’appello oltre all’Avif  la Giunta regionale, le Organizzazioni sindacali regionali settore impianti a fune, la Chambre valdôtaine des entreprises et des activités libérales, l’Associazione valdostana enti gestori piste di fondo, il Consiglio permanente degli enti locali e ne hanno condiviso i contenuti e le finalità l’Unione Valdostana delle Guide di alta montagna e l’Associazione valdostana maestri di sci.
(re.aostanews.it)

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