Crisi di governo: il senatore Lanièce vota la fiducia a Conte
Politica
di Danila Chenal  
il 19/01/2021

Crisi di governo: il senatore Lanièce vota la fiducia a Conte

Domani, mercoledì 20, incontro ai vertici sui dossier valdostani

Crisi di governo: il senatore Lanièce vota la fiducia a Conte. Il senatore valdostano Albert Lanièce, vicecapogruppo di Per le Autonomie ha votato la fiducia al governo Conte che, a Palazzo Madama, ha ottenuto numeri risicati – 156 voti (149 necessari) – e ne esce con una maggioranza semplice. La maggioranza assoluta era fissata a 161 consensi. Lanièce si riserva dichiarazioni nella giornata di domani, mercoledì 20 gennaio, quando è in calendario una riunione ai vertici sui dossier valdostani per i quali fa trapelare ”è stata una giornata proficua’’.

Nel tardo pomeriggio di oggi, intanto, è arrivata la notizia che Roma ha rinunciato all’impugnativa della legge cosiddetta anti-dpcm. Un elemento che ha pesato sul voto favorevole.

Cambio di passo

Nel suo intervento pomeridiano Lanièce aveva chiesto un cambio di passo al governo Conte. Aveva detto in aula: «Dopo un anno devo confessare che la mia fiducia si è incrinata, una mia conferma alla fiducia sarà condizionata alla volontà di accettare le nostre richieste in un nuovo e autentico spirito di collaborazione e di rispetto reciproco. Noi valdostani siamo un popolo numericamente molto piccolo ma non potremo mai rinunciare alla nostra libertà e alla nostra identità».

I dossier da affrontare

Ha motivato così.  «In occasione del voto di fiducia del Conte bis le avevo sottoposto, Presidente, alcune questioni importanti: dall’idroelettrico ai trasporti ai tunnel, temi prioritari per la mia regione ma purtroppo non si sono mai state affrontate. La mia posizione in quest’aula sarà sempre quella ispirata ai principi del movimento a cui appartengo, l’Union valdôtaine».

Parla di «autonomia nata dalla lotta al nazifascismo», di «europeismo più convinto» e soprattutto  di «un federalismo integrale contrario a qualsiasi rigurgito nazionalista». Dice no «a modifiche dell’articolo V della nostra Costituzione in senso centralista». Auspica che «l’attività di questo governo in futuro sia caratterizzata da una maggiore attenzione alla montagna e alle Regioni a Statuto speciale e alla Valle d’Aosta».

(danila chenal)

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