Aosta: Palazzo Cogne tornerà alla Regione entro il 15 settembre
I portici di Palazzo Cogne in corso Battaglione Aosta
ATTUALITA'
di Alessandro Bianchet  
il 14/04/2021

Aosta: Palazzo Cogne tornerà alla Regione entro il 15 settembre

La sentenza del giudice civile prevede lo sgombero entro tale data. Nel frattempo, il CCS Cogne pare aver trovato già un'alternativa

Palazzo Cogne tornerà alla Regione. Nel frattempo, però, il CCS Cogne potrebbe aver già trovato un’alternativa per portare avanti le proprie attività.
La svolta nell’affaire che va avanti ormai dal 2018 è giunta mercoledì 14 aprile, con la sentenza di primo grado del tribunale di Aosta.

La sentenza

La giudice civile aostana, Simona Modolo, ha infatti dichiarato estinto il contratto di comodato tra l’ente pubblico e il CCS Cogne Aosta.

Il risultato è che i gestori dovranno ora riconsegnare l’immobile, svuotato, entro il 15 settembre 2021, dovendo peraltro rimborsare oltre 3 mila euro di spese di lite.

Il commento del presidente

Accoglie con fair-play la sentenza il presidente del CCS Cogne Aosta, Giorgio Giovinazzo.

«Eravamo presenti in udienza e accogliamo la sentenza, come dimostra il fatto che non ci siamo nemmeno costituiti contro la Regione, lasciando che la questione facesse il suo corso» spiega il presidente, che poi annuncia una novità positiva.

«Nel frattempo ci siamo mossi e stiamo valutando di spostare le attività in una zona limitrofa – sottolinea Giorgio Giovinazzo -. Abbiamo individuato il sito e speriamo di trovare presto la quadra. Abbiamo già scritto alla Presidenza della Giunta, annunciando che ci allineeremo senza problemi alle esigenze dell’amministrazione ora che abbiamo potenzialmente trovato un’alternativa compatibile con le nostre esigenze».

Problema trasloco

Il presidente del CCS Cogne sottolinea, però, una problematica e lancia un appello.

«Abbiamo evidenziato anche in aula le criticità legate all’impegno economico da sostenere per il trasloco – dice -. Dopo un anno di chiusura, avendo peraltro continuato a pagare le utenze, non siamo in grado di far fronte ai costi dello sgombero. Per questo chiediamo a soci, simpatizzanti e alla Regione stessa di darci una mano».

Rimane una certezza. «La delocalizzazione è improcrastinabile – conclude Giovinazzo -. Ora i locali non sono davvero più consoni per ospitare le attività da sempre organizzate».

(al.bi.)

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