Tragedia sul Monte Bianco: sono Alfredo Canavari e Alessandro Letey i due freerider uccisi dalla valanga
Canavari e Letey
CRONACA
di Federico Donato  
il 21/05/2021

Tragedia sul Monte Bianco: sono Alfredo Canavari e Alessandro Letey i due freerider uccisi dalla valanga

L'incidente è avvenuto giovedì 20 maggio, nei pressi della zona del Bacino dell'Argentière

Sono Alfredo Canavari (49 anni) e Alessandro Letey (31) i due freerider uccisi da una valanga sul versante francese del Monte Bianco ieri, giovedì 20 maggio. L’incidente è avvenuto nel pomeriggio nei pressi della zona del Bacino dell’Argentière.

Dopo aver ricevuto l’allarme, sul posto erano giunti gli uomini del Peloton de gendarmerie d’haute montagne di Chamonix. Per i due freerider, però, non c’era più nulla da fare.

La valanga di giovedì è stata la terza a fare vittime in due giorni; tutte si sono verificate sul versante francese del Monte Bianco.

Chi sono le vittime

Canavari e Letey erano due freerider valdostano molto esperti e conosciuti. Il primo, poliziotto in servizio al Traforo del Gran San Bernardo, era di origini marchigiane ma viveva in Valle d’Aosta da più di 20 anni. Da sempre appassionato di sport come il surf, lo snowboard, la Mtb, l’arrampicata e la pesca a mosca. Nel 2006 era anche diventato maestro di sci.

Insomma, come lui stesso scriveva nella sua biografia pubblicata sulla pagina dell’Aosta Snowboard Club, «fin da piccolo ho sempre avuto una smisurata passione per la vita all’aria aperta e per le attività a contatto con la natura». La sua presentazione si concludeva così: «Quando la neve è polverosa e profonda difficilmente manco l’appuntamento».

Anche Letey era un grande appassionato di sport e montagna. Freerider esperto, si era distinto anche nel mondo del downhill. Tra gli appassionati della montagna era un volto più che noto, una giovane promessa. Nemmeno trentenne aveva già collezionato esperienze sulla Grivola e sul Gran Paradiso.

Non solo: nel 2019 era stato tra i protagonisti della discesa con gli sci dalla parete nord della Becca di Nona; un’impresa documentata dal video “I can see my home from up here” di Pierre Lucianaz. Si trattò della prima discesa da quella parete con gli sci ai piedi. Un’impresa realizzata un po’ seguendo le orme di Davide Capozzi e Julien Herry che, nel 2013, erano scesi con lo snowboard.

(f.d.)

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