Stop Cime Bianche, Adu: «Ma quale attacco, l’autonomia non è proprietà privata»
Politica
di Danila Chenal  
il 08/10/2021

Stop Cime Bianche, Adu: «Ma quale attacco, l’autonomia non è proprietà privata»

Dice Adu: «Continuare a scambiare i parlamentari eletti in Valle d’Aosta per ambasciatori o lobbisti della petite patrie è vergognoso»

Stop Cime Bianche, Adu: «Ma quale attacco, l’autonomia non è proprietà privata». Il movimento Ambiente diritti uguaglianza sale sul ring dello scontro tra il Consiglio Valle e la deputata del M5S Elisa Tripodi che ha chiesto allo Stato di fermare il progetto intervallivo Cime Bianche e si schiera in difesa della parlamentare.

Il j’accuse

Va all’attacco Adu: «Continuare a scambiare i parlamentari eletti in Valle d’Aosta per ambasciatori o lobbisti della petite patrie è vergognoso, oltreché sintomo di profonda ignoranza della Costituzione stessa: all’articolo 67 è chiaramente precisato che Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato. I deputati e i senatori non sono dunque i rappresentanti dei territori».

Prosegue la nota: «L’oggetto del clima iperteso in Consiglio regionale è, ancora, il collegamento intervallivo di Cime Bianche. La deputata Tripodi e l’europarlamentare Beghin hanno fatto il loro lavoro: presentare interrogazioni sulle problematiche irrisolte. Siccome, però, hanno osato “richiedere la revoca in autotutela della procedura di affidamento dello studio preliminare alla valutazione di fattibilità per il collegamento intervallivo del vallone delle Cime Bianche perché apparirebbe in palese contrasto con la normativa europea e italiana a tutela dell’ambiente e delle zone protette”, apriti cielo!»

Consiglio regionale interrotto, riunioni nelle segrete stanze e interventi imbarazzati, da parte di chi deve smentire il proprio impegno con gli elettori (consigliere Crétier), e furiosi (consigliere Marguerettaz) per fantomatici attacchi all’autonomia, ai valdostani, al turismo…

Fantapolitica

L’affondo di Adu: «La chiosa dell’assessore Bertschy poi supera la fantapolitica: la deputata ha addirittura agito “in rappresentanza di un’idea politica, non di un mandato popolare” e “non credo sia opportuno sollecitare l’intervento della procura, della procura contabile, del governo o della Commissione europea. Bisognerebbe agire a livello politico perché le comunità locali possano discutere nel merito di questo progetto”. Qui mancano proprio i fondamentali: il vallone di Cime Bianche è patrimonio collettivo, ci sono leggi nazionali e europee che lo tutelano, non è proprietà di nessuno, tantomeno della comunità locale e dei soli valdostani. L’autonomia considerata come diritto di fare quello che si vuole in casa propria in spregio a qualsiasi legge è semplicemente scandalosa. È giunta l’ora di smetterla».
(re.aostanews.it)

Consiglio regionale: dall’assestamento di bilancio i fondi per i giovani agricoltori
Per finanziare gli investimenti aziendali previsti dalle legge 17 occorrono 11 milioni di euro da rimpinguare attraverso l'assestamento di bilancio che verrà votato nei prossimi giorni
il 24/06/2026
Per finanziare gli investimenti aziendali previsti dalle legge 17 occorrono 11 milioni di euro da rimpinguare attraverso l'assestamento di bilancio ch...
Aosta, locazioni a canone concordato per combattere la crisi degli affitti
L'accordo territoriale è stato firmato il 27 maggio ed entrerà in vigore dal 1° luglio 2026 con l'obiettivo di favorire contratti a canone concordato, universitari e transitori e dare una mano a risolvere l'annoso problema della mancanza di case in affitto nel comune di Aosta
il 24/06/2026
L'accordo territoriale è stato firmato il 27 maggio ed entrerà in vigore dal 1° luglio 2026 con l'obiettivo di favorire contratti a canone concordato,...