Piano regionale salute, Vallée Santé: «bel compitino ma servono azioni concrete»
Nella foto d'archivio, alcuni componenti del Comitato Vallée Santé
Sanità
di Danila Chenal  
il 17/11/2021

Piano regionale salute, Vallée Santé: «bel compitino ma servono azioni concrete»

Dei soldi del Pnrr destinati alla Valle d'Aosta solo 1 milione andrà alla sanità

Piano regionale salute, Vallée Santé: «bel compitino ma servono azioni concrete». E’ in estrema sintesi il parere di Vallée Santé. A esordire, nella conferenza stampa pomeridiana, Enzo Blessent. «Sono condivisibili le proposte di revisione delle attività sul territorio, apprezziamo anche l’autocritica ma puntano il dito contro i tagli statali alla sanità quando la Valle d’Aosta non ha fatto nulla per gestire in modo diverso la nostra sanità» ha detto.

I tagli

A testimonianza ha snocciolato i dati: «In italia negli ultimi quindici anni si è perso l’1,8% dei posti letto in Valle d’Aosta i posti letto persi sono stati 45 pari al 7%, i medici sono scesi del 12% pari a 54 (1,5% in Italia), gli infermieri del 3% pari a 30 (in Italia l’1,7%)», Cita poi il Pnrr che garantirà 1 miliardo per 51 progetti «di questi solo 1 milione andrà alla sanità pari allo 0,1%. Questo la dice lunga sull’attenzione per la salute».

Non convince il Comitato il fatto che i cittadini possano fare osservazioni. « Sembra una decisione populista. Cittadini e associazioni vanno sentiti prima dell’elaborazione di un Piano» sottolinea Blessent.

Per Nives Paroli, caposala di lungo corso in pensione, «è scritto bene ma è poco chiaro come si arriverà ad avere le case di comunità e come saranno formate le infermiere che ne coordineranno le attività. I vari ruoli organizzativi sono un po’ confusi e non sono chiare le fonti di finanziamento».

Di ospedale ha palato Massimo Pitassi ribadendo la contrarietà all’ampliamento. «Dopo la riorganizzazione dei servizi sul territorio non sappiamo se i 511 posti letto saranno ancora necessari. I costi sono troppo alti e i tempi incerti. In cinque anni e con una spesa notevolmente inferiori potremmo avere un ospedale nuovo chiavi in mano».

Francesco Lucat ricorda la centralità degli anziani per i quali «i servizi territoriali sono fondamentali» e lamenta il fatto che questi siano «in gran parte in mano ai privati che pensano alla realizzazione dei guadagni e che non hanno a cuore la salute».

Concede i «buoni propositi», l’operatrice sanitaria Patrizia Pradelli ma «non c’è un’architettura chiara sul futuro del welfare. Siamo scettici sull’impianto complessivo del Piano. Non c’è nulla a riguardo dell’organizzazione».

Per l’ex primario di urologia Paolo Pierini. «Ci sono alcuni principi condivisibili. Il piano mette al centro il paziente. Ma alle parole devono seguire i fatti. Non si capiscono i tempi di applicazione e non c’è un progetto intermedio a breve termine in cui si inizi a fare qualcosa con quello che abbiamo».

(da.ch.)

Cogne, passaggio di testimone al timone dello storico Café
Il Café de Cogne chiude, l’iconico bar sulla piazza cambia titolare dopo 80 anni di gestione familiare; martedì 7 aprile l’aperitivo per salutate gli amici
di Erika David 
il 06/04/2026
Il Café de Cogne chiude, l’iconico bar sulla piazza cambia titolare dopo 80 anni di gestione familiare; martedì 7 aprile l’aperitivo per salutate gli ...