Lutto: Pont-Saint-Martin piange il senatore del Carnevale Zaccheo Candian
Lutto
di Cinzia Timpano  
il 01/02/2022

Lutto: Pont-Saint-Martin piange il senatore del Carnevale Zaccheo Candian

Per oltre quarant'anni, Candian ha preparato il fantoccio che simboleggia il Diavolo che viene appeso al Ponte Romano e bruciato il martedì grasso. I funerali si terranno domani, mercoledì 2 febbraio, alle 10, alla chiesa di san Lorenzo.

Lutto: Pont-Saint-Martin piange il senatore del Carnevale Zaccheo Candian. 

Il comune di Pont-Saint-Martin piange la scomparsa di Zaccheo Candian, senatore del Carnevale, noto per essere colui che per oltre quarant’anni si è occupato di costruire il  fantoccio del Diavolo che si appende sotto al Ponte Romano.

Classe 1936, Candian era malato da tempo.

Nonostante il suo lavoro o meglio, la sua opera d’arte fosse destinata a essere bruciata ogni anno a chiusura del Carnevale, non ha mai fatto mancare al paese la degna conclusione della festa, riponendo sempre una cura nei dettagli degna solo dei migliori artigiani.

«Chi l’ha brusame al me Diau?! (chi ha bruciato il mio Diavolo?!)» ha recitato l’ultima volta che è apparso sul palco di Carnevalissima, in uno sketch comico a lui dedicato, in cui era stato immaginato un rogo avvenuto prima del martedì grasso.

I funerali si terranno domani, mercoledì 2 febbraio, alle ore 10 alla chiesa parrocchiale di San Lorenzo.

In una bella intervista rilasciata nel 2019 a Gazzetta Matin, Zaccheo Candian aveva spiegato la tecnica per costruire il fantoccio: uno scheletro in ferro nel quale inserire pezzi di legno con la corteccia.

Poi le mani sapienti di Zaccheo, procedevano a ricoprire arti e busto con il filo di ferro.
Prima, il legno veniva imbevuto con un paio di litri di benzina.

Poi, una generosa copertura in nylon per proteggere il fantoccio.

«Gli ultimi passi sono vestire di rosso il diavolo e decorarlo. E qui posso dare libero sfogo alla mia fantasia – aveva detto Candian: un anno disegno i baffi all’insù, un anno all’ingiù, un altro anno disegno i bottoni, quello dopo un taschino…».

E così, il fantoccio,  poco meno di cinque metri per circa 200 kg di peso, era pronto per essere appeso sotto il Ponte, il giorno dell’Epifania, e bruciato il martedì grasso.

Zaccheo non aveva lasciato nulla al caso e aveva ben istruito il nipote Gianni Balagna e Enrico Tabasso per continuare la tradizione e costruire il fantoccio comme il faut. 

(re.aostanews.it)

 

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