Covid, Valle d’Aosta: + 44% reati informatici nel biennio di pandemia. Libera: tempesta perfetta
Shot from the Back to Hooded Hacker Breaking into Corporate Data Servers from His Underground Hideout. Place Has Dark Atmosphere, Multiple Displays, Cables Everywhere.
CRONACA
di Luca Mercanti  
il 28/02/2022

Covid, Valle d’Aosta: + 44% reati informatici nel biennio di pandemia. Libera: tempesta perfetta

Per l'Associazione si tratta assistiamo alla variante criminale. Le interdittive sono passate da 3 a 7

Nel biennio della pandemia sono aumentati del 44% i reati informatici in Valle d’Aosta. Lo sottolinea l’associazione Libera.

In totale, i reati nel biennio 2020-2021 sono stati 181, mentre in quello precedente erano stati 126.

Per Libera la Valle d’Aosta si colora di rosso anche per il numero di interdittive, dove si passa dalle 3 del 2018/2019 alle 7 del biennio 2020/2021 con +40%. In aumento anche le segnalazioni sospette +17% (sono 474 nel 2020/21).

L’analisi dei dati mostra la diminuzione più rilevante per il reato di riciclaggio e impiego di denaro, con il dato in calo del -20%, con qualche sorpresa in giro per l’Italia.

Sono tre le regioni che nonostante il calo a livello nazionale, invece si colorano di rosso: Valle d’Aosta (+166%), Molise (30%) e Sardegna (28%). Lieve aumento anche per i reati di truffe e frodi informatiche:+ 12% nel biennio pandemico rispetto al 2018/2019.

Libera la definisce “la tempesta perfetta 2002, la variante criminalità”.

Don Luigi Ciotti: le mafie sono diventate imprenditrici

“Esiste – commenta Luigi Ciotti, presidente nazionale di Libera – una variante che, come quelle del virus, provoca malattia e morte sociale indebolendo la democrazia e ostacolando il cambiamento. Ma che, agendo nell’ombra, viene poco localizzata e quindi non abbastanza combattuta. Una variante alla quale rischiamo di abituarci in una convivenza che sarebbe alla lunga letale. Con grande tempestività e indubbia lungimiranza strategica le mafie hanno saputo cogliere le opportunità della globalizzazione, cioè dell’espansione mondiale del “libero mercato”, dove libero vuol dire in sostanza privo di regole, soggetto alla sola legge del più forte. Sono diventate così mafie “imprenditrici”, capaci di padroneggiare i meccanismi più sofisticati della finanza, di prevedere e in parte influenzare, col peso dei loro patrimoni, le fluttuazioni delle Borse, di assicurarsi le prestazioni di professionisti e tecnici di primordine. Nella testa “arcaica” del boss si è impiantata la visione “moderna” del manager. Così se i fatti di sangue oggi paiono in diminuzione – ma in certi contesti la violenza diretta e l’omicidio sono ancora prassi – è perché la “variante” mafiosa ha assunto sempre più l’aspetto di una più generica “variante criminale” che uccide meno i corpi e più le speranze, agendo come un parassita sociale che ruba il bene comune, i diritti, inquinando l’economia e minando le basi della democrazia”.

“In questi due anni di Covid – conclude Luigi Ciotti – il contagio della “variante criminale” è arrivato ai massimi livelli storici approfittando dello stallo politico, economico e sociale determinato dal virus. Tutti ci auguriamo di lasciarci alle spalle la pandemia e lo stallo in cui per due anni ci ha costretti a vivere, ma ripartire con la “variante criminale” ancora diffusa nel corpo sociale rischia di trasformare la ripartenza in una ricaduta nei virus di mafia e corruzione, una ricaduta dalla quale sarà difficile rialzarsi”.

Libera: la mutazione criminale non scomparirà con la pandemia

“La mutazione criminale non scomparirà con la pandemia, anzi: potrebbe diventare il nuovo modello delle mafie in affari, sempre più inserito nell’economia ferita dal virus – lo sostiene Libera -. Tutti concordi nella necessità di proteggere dalle mafie il più oneroso intervento pubblico in Europa dai tempi del Piano Marshall. Le mafie da sempre approfittano dei momenti di crisi e lo hanno fatto anche nella fase più acuta della pandemia. È più che mai necessario, dunque, unire forze e competenze per proteggere i fondi europei dalle mire delle cosche, parassiti sociali favoriti da quelle forme virali che da troppo tempo infettano la democrazia: complicità, disuguaglianze, divisioni. Libera, attraverso centinaia di presidi locali, associazioni aderenti e comunità di base, ha intenzione di fare la propria parte. Dalla politica aspettiamo risposte nette, chiare e veloci”.

(re.aostanews.it)

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