Vittime delle mafie, Bertin: la memoria come presidio della di difesa del territorio
CRONACA
di Luca Mercanti  
il 21/03/2022

Vittime delle mafie, Bertin: la memoria come presidio della di difesa del territorio

Una quarantina di persone aderenti a Libera domenica a Rhemes-Notre-Dame per la lettura dei nomi delle vittime; replica questa mattina ad Aosta

“La memoria come presidio della difesa della democrazia”. Lo dice il presidente del Consiglio della Valle d’Aosta, Alberto Bertin, in occasione della 27a Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime” che si celebra oggi, 21 marzo.

Istituita ufficialmente con legge nel 2017, questa ricorrenza è nata nel 1996 per iniziativa di Libera che ha scelto il primo giorno di primavera come simbolo di risveglio della memoria e di rinascita sociale.

Tra le tante iniziative di sensibilizzazione dell’opinione pubblica organizzate su tutto il territorio nazionale, in questo giorno, il ricordo delle vittime di mafia passa attraverso la lettura di un lungo elenco di nomi e cognomi, persone note o sconosciute, tutte da non dimenticare, a cui si vuole dare un’identità concreta, così come è stato il loro sacrificio.

«Oltre a ricordare le vittime delle mafie, che è un nostro preciso dovere morale, usiamo questa Giornata per valorizzare la Memoria come concreto strumento di contrasto a tutte le forme di criminalità organizzata – dichiara il Presidente del Consiglio regionale, Alberto Bertin -. La lotta alle mafie deve essere fatta su più terreni: non dimenticare è un presidio quotidiano e indispensabile di difesa della vita democratica. Al di là dell’importante valore commemorativo, il 21 marzo segna il nostro impegno costante e mai sopito contro tutte le forme di criminalità organizzata che rubano la speranza.»

Il presidente della Regione: memoria quotidiana

“All’estremo dolore di coloro che hanno perso la vita, si affianca il sacrificio di chi ha scelto di rinunciare a ogni scorciatoia, rispettando il bene maggiore della legalità – lo dice il presidente della Regione, Erik Lavevaz -. L’onore va quindi tributato tanto alle vittime quanto a quelli che ne onorano la memoria: una memoria che deve essere viva e quotidiana, per guidare le nostre azioni di amministratori e di cittadini”

La commemorazione

Ieri, domenica 20 marzo, come riporta Gazzetta Matin, una quarantina di persone aderenti a Libera si è ritrovata a Rhemes-Notre-Dame dove è sepolto il pretore Giovanni Selis, magistrato scampato a un attentato dinamitardo ad Aosta nel 1982. Libera ha letto l’elenco delle vittime delle mafie.

Replica questa mattina, 21 marzo, ai giardini Lussu di Aosta.

(re.aostanews.it)

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