Bimba morta dopo le visite: rinviata a giugno l’udienza per il pediatra indagato
CRONACA
di Federico Donato  
il 23/03/2022

Bimba morta dopo le visite: rinviata a giugno l’udienza per il pediatra indagato

La madre di Valentina Chapellu (deceduta a 17 mesi nel febbraio 2020) si è costituita parte civile

E’ stata rinviata al 22 giugno l’udienza preliminare per Marco Aicardi (38 anni), il pediatra che visitò per ultimo Valentina Chapellu. La bimba, che aveva 17 mesi, morì nel febbraio 2020 a causa di «una grave complicanza batterica dell’influenza tipo A». La Procura della Repubblica di Aosta (pm Francesco Pizzato) chiede al gup Davide Paladino che il professionista – difeso dall’avvocato Gino Obert di Torino – venga processato.

L’udienza preliminare

Nell’udienza andata in scena il 23 marzo, la madre di Valentina (rappresentata dall’avvocato Massimiliano Sciulli) ha chiesto di costituirsi parte civile chiamando in causa anche una compagnia assicurativa.

Il padre della bimba (avvocati Laura Mangosio), invece, ha manifestato la volontà di procedere in sede civile, chiedendo un risarcimento all’Azienda Usl della Valle d’Aosta che, a quanto appreso, al momento non ha avanzato nessuna proposta alla famiglia.

La vicenda

Ma torniamo ai fatti. Nel febbraio 2020, la piccola Valentina era stata visitata e dimessa più volte dall’ospedale Beauregard di Aosta. L’ultimo a visitarla, l’11 febbraio, ad Aosta fu il dottor Aicardi; 24 ore più tardi, le condizioni della bimba si aggravarono e fu trasferita al Regina Margherita di Torino, dove morì qualche giorno dopo.

Secondo quanto emerso dall’incidente probatorio, «pur non potendo attribuire pienamente una diretta conseguenza tra l’operato dei sanitari» che avevano avuto in curo la piccola ad Aosta «e il decesso, occorre sottolineare come sussistano chiari profili di colpa, determinati da imprudenza e negligenza, nell’operato del medico che ebbe a visitare Valentina Chapellu durante l’accesso al Pronto soccorso del Beauregard di Aosta». In ogni caso, avevano precisato i consulenti del gip, «non si può attribuire al dottor Aicardi una responsabilità connotata da gravità di colpa. Al di là del ritardo diagnostico e terapeutico, è possibile che queste patologie virali associate a sovrainfezione batterica abbiano un andamento imprevedibile e si manifestino nella loro gravità in un numero esiguo di casi».

Nella prossima udienza sarà discussa l’udienza preliminare.

(f.d.)

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