Riforma elettorale: la prima Commissione sul referendum consultivo vuole approfondire
Politica
di Danila Chenal  
il 16/06/2022

Riforma elettorale: la prima Commissione sul referendum consultivo vuole approfondire

Contrari al rinvio dell'iscrizione all'ordine del giorno del Consiglio Valle della proposta del Comitato regionale elettorale i consiglieri di Pcp e di Forza Italia

Riforma elettorale: la prima Commissione sul referendum consultivo vuole approfondire. Contrari al rinvio dell’iscrizione all’ordine del giorno della proposta del Comitato regionale elettorale i consiglieri di Pcp e di Forza Italia.

La prima Commissione “Istituzioni e autonomia” ha deciso di condurre alcuni approfondimenti in merito alla richiesta di referendum consultivo di iniziativa popolare sulla proposta di legge n. 58 riguardante le norme per l’elezione del Consiglio regionale della Valle d’Aosta.

Nello specifico, la Commissione ha deliberato di sentire la Commissione per i procedimenti referendari. La decisione è arrivata dopo l’audizione del Comitato promotore del referendum su cui si è innestato un ampio dibattito tra i Commissari e i Consiglieri presenti.

Le motivazioni

«Il dibattito odierno – riferisce il presidente della Commissione, Claudio Restano (GM) – si è concentrato in particolare sul quesito da porre agli elettori, che deve essere specificato nel testo della delibera da proporre al Consiglio per la decisione sull’effettuazione del referendum consultivo. La proposta di legge n. 58 è infatti complessa e articolata e non prevede un’unica tematica, ma una molteplicità di modifiche rispetto al sistema elettorale vigente: visto che si tratta della prima volta che viene richiesto un referendum consultivo e che non ci sono quindi dei precedenti cui fare riferimento, il Presidente del Consiglio ha voluto conoscere l’orientamento della Commissione competente prima di iscrivere l’oggetto all’ordine del giorno dell’adunanza».

Prosegue: «Prima della trattazione in aula, ci è quindi parso importante fare degli approfondimenti, anche per definire un quesito da porre alla popolazione che risponda ai criteri di chiarezza, univocità e che non sia contraddittorio rispetto al testo di legge su cui pronunciarsi. Vogliamo fare le cose bene, nel massimo rispetto dell’istituto referendario e del percorso di raccolta firme promosso dal Comitato, ma prendendoci il tempo necessario per definire il miglior modo possibile di mettere l’elettorato nelle condizioni di poter decidere».

(re.aostanews.it)

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