Siccità, Valle d’Aosta: «la Regione chieda lo stato di calamità naturale»
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ATTUALITA'
di Cinzia Timpano  
il 23/06/2022

Siccità, Valle d’Aosta: «la Regione chieda lo stato di calamità naturale»

La richiesta è della Confederazione Italiana Agricoltori Valle d'Aosta che invitano il presidente della Regione Lavevaz a imitare il collega piemontese Cirio nel caso in cui, vista l'emergenza idrica, gli allevatori debbano far rientrare le mandrie dagli alpeggi

Siccità, Valle d’Aosta: «la Regione chieda lo stato di calamità naturale». 

Gianni Champion, Confederazione Italiana Agricoltori Valle d’Aosta

Lo hanno chiesto il presidente di Cia Agricoltori delle Alpi Stefano Rossotto e il vicepresidente e delegato valdostano Gianni Champion, a margine della riunione del Comitato Esecutivo della Confederazione Italiana Agricoltori.

Il Comitato è stato convocato d’urgenza per affrontare la situazione di emergenza idrica in provincia di Torino e in Valle d’Aosta.

«Così come ha fatto il Piemonte, il presidente della Regione Erik Lavevaz chieda al più presto lo stato di calamità, in modo che gli allevatori possano accedere alle deroghe nel caso in cui debbano far rientrare anticipatamente le mandrie dagli alpeggi.

In questo modo, al danno del mancato pascolo, non si aggiungerebbe la beffa della perdita dei contributi europei e dell’aiuto regionale di monticazione per il mancato rispetto del periodo minimo di pascolamento».

Tra le altre richieste della Cia, la revisione della programmazione del Programma di sviluppo rurale (Psr).

«Chiediamo a Piemonte e Valle d’Aosta di rivedere la programmazioen del Psr in modo da sostenere la rivoluzione idrica necessaria all’agricoltura per affrontare la ormai cronica mancanza d’acqua.

Siccità, Valle d’Aosta: basta irrigazione a scorrimento

Secondo la Cia, «l’irrigazione a scorrimento è un lusso che responsabilmente non possiamo più permetterci.

Bisogna incentivare il più possibile sistemi di irrigazione a basso consumo d’acqua, tipo irrigazione a goccia o a manichetta.

Servono investimenti consistenti in questa direzione, così come la realizzazione di una rete di bacini e invasi diffusi sul territorio per l’accumulo e lo stoccaggio di acqua piovana».

(re.aostanews)

 

 

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